PAGLIALUNGA (DEGHI): UNA PARTENZA SOSTENIBILE COMINCIA DAI TRENI MERCI

"L'e-commerce ha sofferto molto nell'ambito dei trasporti commerciali"

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Qui di seguito un intervento del socio e amministratore di Deghi S.p.A., società salentina leader nella vendita online di prodotti per il settore “mobili & arredi”.

 di Alberto Paglialunga

Visione strategica, sviluppo e sostenibilità. È attorno a queste tre parole che va costruita la ripartenza. Le imprese devono fare la loro parte, così come la pubblica amministrazione, che deve metterle nelle condizioni di poter ben operare. Questa fase ci consegna un Paese, l’Italia, che arranca. Vi è la necessità di disegnare il nostro sviluppo attraverso una visione strategica che ci proietti in una nuova concezione di sostenibilità, come la cronaca di questi giorni ci porta a considerare in relazione all’European Green Deal e, in particolare, al Just Transition Fund oggetto di discussione al Parlamento europeo. È lì che dobbiamo concentrare le nostre attenzioni perché c’è un portafoglio da più di mille miliardi di euro complessivi da spendere in dieci anni, a disposizione anche dell’Italia.

A causa del lockdown, oggi le aziende che operano e hanno iniziato ad operare nel commercio online sono state anch’esse penalizzate per ragioni diverse rispetto a quelle facilmente ipotizzabili. Soprattutto in Puglia, l’e-commerce ha sofferto e sta soffrendo i ritardi nell’ambito dei trasporti commerciali. I corrieri risultano in sovraccarico nel periodo a causa, anche, dell’assenza di una rete infrastrutturale ferroviaria di tipo commerciale. Il sistema di trasporto dei treni merci è un tema che riguarda l’Italia intera ed in particolare la Puglia, che per essere servita deve necessariamente collegarsi da Bari, ignorando tutto quello che c’è a sud del capoluogo di regione. 

A conferma che questo tema sta diventando centrale, il primo marzo scorso Rfi (Gruppo Fs) ha restituito la Transalpina allesercizio delle imprese ferroviarie nella tratta di collegamento da Villa Opicina a Trieste Campo Marzio e viceversa, lungo un percorso di 14 km e il 3 aprile dallinterporto di Padova è partito il primo treno del nuovo collegamento intermodale multicliente di Mercitalia Intermodal (sempre Gruppo Fs) diretto ai terminal di Bari e Catania. Perché la domanda verso l’e-commerce sta crescendo, per cui il Gruppo Fs ha avvertito la necessità di ampliare la propria offerta verso un nuovo asset strategico per la crescita.

È evidente che tutte le imprese che non insistono lungo i pressi della tratta dei treni merci da Bari in su non possono essere competitive sul mercato, a meno che non si punti su una visione strategica in grado di agevolare l’intero sistema attraverso la realizzazione di un triangolo ferroviario commerciale che interesserebbe Bari, Lecce e Taranto, passando ovviamente da Brindisi e che gioverebbe anche la Bat e la Capitanata, entrambe già interessate. Se si potessero riutilizzare, tra l’altro, infrastrutture dedicate, in passato utilizzate proprio per questo tipo di attività e oggi vere e proprie cattedrali nel deserto che contrastano peraltro con l’immagine turistica del brand Puglia, si attuerebbero politiche di economia circolare, Lecce diventerebbe hub del Salento e Bari e Taranto potenzierebbero la propria offerta anche attraverso piattaforme logistiche che avrebbero ulteriore ragion d’essere, specie con la ripresa del porto jonico e con la movimentazione di container da lavorare. Taranto, probabilmente, potrebbe essere la città europea che riceverà più fondi dal Green New Deal e quest’occasione non va persa per mettere a sistema l’intero sistema regionale.

I trasporti permettono la circolazione delle merci e lorganizzazione della filiera logistica, una rete infrastrutturale variegata aumenterebbe la competitività dei nostri prodotti e favorirebbe la movimentazione della supply chain. Chi non ragiona su questa visione ignora i problemi del presente e non pensa alla prospettiva di futuro, di cui il Mezzogiorno e l’attuale generazione hanno tanto bisogno.

 

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