MUSEO, PROSEGUE LO STATO DI AGITAZIONE

"La speranza è che possa arrivare in extremis una risposta che contemperi una proposta concreta che possa scongiurare la chiusura del M.Ar.Ta. nei giorni festivi"

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Sullo stato di agitazione al Museo Archeologico MArTa riceviamo e pubblichiamo una nota delle RSU UIL, CGIL e FLP.

Le timide aperture e ammissioni da parte della Direzione del M.Ar.Ta. ed il tentativo di mediazione del Segretariato Regionale, confermano che quanto richiesto dai sindacati aveva dei fondamenti di legittimità ma non bastano a far tornare i sindacati sui loro passi.
La riunione al tavolo superiore che ha visto la RSU ed i sindacati compatti all’unanimità ha fatto registrare, come si evince a verbale, che le richieste di adeguato compenso economico in presenza di manifestazioni co-organizzate dal Museo con altri enti esterni dovranno prevedere per i prossimi eventi la partecipazione dell’ente coinvolto per la corresponsione di riconoscimenti economici al personale impegnato nella realizzazione e nella fruizione della mostra o dell’evento con l’istituto previsto dal nostro ministero del “conto terzi”.
Tale “promessa” chiaramente non può che vedere parzialmente soddisfatte le parti sociali che si erano fatte carico delle rivendicazioni del Personale, culminate nella richiesta in occasione della Mostra Medimex al M.Ar.Ta., ma che lasciano trasparire un malcontento generale dovuto ai carichi di lavoro eccessivi che non tengono conto della carenza gigantesca del personale. Infatti i sindacati lamentano che a fronte del personale sempre più ridotto e dei pensionamenti che si registrano ogni mese, le attività subiscono un incremento esponenziale (visite guidate, didattica, compleanni ecc..) portando entrate economiche nelle casse del M.Ar.Ta. ma non in quelle dei Lavoratori.
La cosa, tollerata a livello di ordinarietà, era culminata poi nella collaborazione del M.Ar.Ta. con altri enti esterni nella realizzazione di mostre ed eventi.
I sindacati chiariscono che nulla hanno da interferire con le scelte scientifiche di questo Istituto che competono al Dirigente ed agli organi preposti alla sua governance ma ribadiscono che quando tali scelte vengono ad interessare i Lavoratori, gli stessi tramite le loro rappresentanze devono essere coinvolti.
Tale tesi nasce dalla considerazione che i Lavoratori in questione sono, in quanto dipendenti pubblici, remunerati dallo Stato e non da altri enti e pertanto ogni qualvolta sono “utilizzati”, anche se in compartecipazione, da “estranei” all’Amministrazione, gli stessi devono corrispondere il dovuto ai Lavoratori.
Proprio per questo i sindacati al fine di non ricevere le solite promesse ma fatti concreti hanno ritirato la firma dal progetto di produttività che permette di aprire il M.Ar.Ta. nei festivi andando oltre la quota prevista per legge del 30 % dei festivi.
Quindi il M.Ar.Ta. rischia, a partire da luglio, di veder chiuse le proprie porte al pubblico con grande rammarico degli stessi Lavoratori che hanno contribuito alla grandezza dello stesso facendo registrare presenze e conseguentemente relativi introiti da record (solo l’ultima domenica si sono avuti centinaia di visitatori e migliaia di euro di introito).
La speranza è che possa arrivare in extremis una risposta che contemperi una proposta concreta che possa scongiurare la chiusura del M.Ar.Ta. nei giorni festivi.

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