MASSOFOBIA, A TARANTO IL GRAN MAESTRO BISI

Incontro all'Hotel Mercure Delfino, giovedì 29, per discutere dei grandi temi che coinvolgono l'associazione. E delle sue relazioni pericolose

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Estromessi dalle istituzioni, dalla politica (Movimento cinque stelle), guardati con circospezione; accusati di collusione con la malavita. Sono i massoni, oggetto di un pregiudizio persistente e feroce. Per vincerlo, per favorire la conoscenza di una organizzazione storica, garantita dalla Costituzione, il Consiglio dei Maestri venerabili tarantini organizza un incontro all’Hotel Mercure Delfino. Nella serata di giovedì ventinove marzo, sarà presente il Gran Maestro Stefano Bisi. Interverranno inoltre: Luigi Fantini, presidente collegio Puglia del Grande Oriente d’Italia; il professor Vito Bianchi, storico dell’Università di Bari; il giornalista e noto divulgatore televisivo Alessandro Cecchi Paone. L’iniziativa intitolata “Massofobia. Caccia al massone nell’Italia democratica” prende spunto dal libro-documento scritto dal Gran Maestro. Il testo, edito da Tipheret, è incentrato sull’indagine dell’Antimafia che ha portato al sequestro degli elenchi degli iscritti in Calabria e in Sicilia; quindi sulle azioni legali intraprese da Bisi per tutelare l’immagine della Libera Muratoria.

Appuntamento al Delfino per l’importante iniziativa patrocinata dal Collegio circoscrizionale della Puglia del Grande Oriente d’Italia. L’ingresso è libero: su un tema di attualità, sarà un incontro interessante, utile alla formazione, al dibattito pubblico. A scoprire magari che il senso di comunione fraterna è forte in costoro, più di quanto possa legare una comunità superficiale ed egoistica, sempre pronta a puntare il dito contro il nemico. Per una distorta dirittura etica: in nome di una moralità di cui ignora le fondamenta. Mentre la magistratura ha il dovere di indagare su chiunque, nel rispetto delle stesse regole che promuove.

Dopo l’imponente lavoro svolto, la Commissione antimafia ha rilevato il rischio e la necessità di “proseguire l’inchiesta sull’infiltrazione di cosa nostra e della ‘ndrangheta nella massoneria, e comunque all’interno di associazioni a carattere segreto o riservato, da parte di esponenti riconducibili a cosche mafiose, estendendo il campo di investigazione a tutte le regioni italiane”.

MASSOFOBIA, L’ANTIMAFIA DELL’INQUISIZIONE”

Introduzione libro – “Il sequestro degli elenchi è un atto arbitrario e discriminatorio che da Gran Maestro ho subito stigmatizzato iniziando una battaglia laica per la salvaguardia e la difesa dei diritti associativi non solo degli iscritti al nostro Ordine ma di tutti, peraltro previsti in modo inequivocabile dalla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana. Pensiamo che sia doveroso far conoscere non solo ai Fratelli ma anche agli uomini liberi e coscienti, gli avvenimenti e i fatti che attraverso meri teoremi e senza alcun reale notizia criminis hanno portato i membri della Commissione Antimafia, alcuni colpiti da vera e propria massofobia, a sostenere l’assunto delle infiltrazioni mafiose all’interno della Massoneria regolare senza distinguo e senza porsi il minimo dubbio. Questo singolare modo di pensare e di procedere unitamente ad alcuni disegni di legge palesemente antimassonici che si rifanno alla legge fascista che mise al bando la Libera Muratoria devono fare riflettere e indurre non solo i massoni alla difesa della libertà di associazione. Certi che la Corte Europea dei diritti dell’Uomo saprà vagliare con equità ed equilibrio la vicenda giuridica della quale questo libro vuole essere fedele testimonianza”.

(Paolo Arrivo)

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