Degenera il confronto tra l’amministrazione comunale, le associazioni ambientaliste e i comitati civici sul caso ex Ilva e sul contestato accordo di programma. ll sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che per giorni interi ha lavorato e lavora per tenere alta la barra del confronto, alla fine di questa giornata – 28-7-2025 – ha annunciato le proprie dimissioni, dichiarando di non essere più nelle condizioni di esercitare il suo ruolo a causa di minacce ricevute da parte di un gruppo di ambientalisti contrari alla gestione del caso ex Ilva. Si tratta di fatto di “Mancanza di agibilità politica”. La scelta è maturata dopo un acceso confronto con rappresentanti di associazioni ambientaliste, avvenuto a Palazzo di Città.
Al termine dell’incontro tra Bitetti e alcuni portavoce dei comitati civici — convocato in vista del consiglio comunale straordinario del 30 luglio sull’accordo di programma per l’ex Ilva — un gruppo di manifestanti avrebbe fatto irruzione nel Municipio.
Alcuni dei presenti, avrebbero impedito per alcuni minuti l’uscita sia del sindaco che dei giornalisti, scandendo slogan e cori contro la firma dell’accordo. Anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è stato oggetto di dure critiche da parte dei contestatori. A visionare il tutto la Polizia di Stato con la Digos.
Dopo anni di decreti e di umiliazioni, la città per la prima volta ha alzato la testa con le parole chiare del primo cittadino, al quale viene impedito un confronto civile. Una città, ricorda più di qualcuno, che disertò il referendum sull’Ilva…
E oggi si vuole tutto e subito, anche in presenza, per la prima volta, di parole inequivocabili del sindaco.
Dimissioni non irrevocabili, come tutti sperano.
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