MALA, IMPRENDITORI E POLITICI: SINDACO DI AVETRANA SCAGIONATO DAL PM

Il "conto" chiesto dall'accusa: 330 anni e 3 mesi.

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A uno snodo l’inchiesta “Impresa” relativa a presunti intrecci tra esponenti mafiosi e amministratori pubblici, inchiesta che, di fatto, ha provocato lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del comune di Manduria, proprio di recente commissariato e che vede come imputati 76 persone tra politici, imprenditori ed esponenti della malavita organizzata ritenuti affiliati ad una frangia tarantina della sacra corona unita.

Più di tre secoli di pena (330 anni e 3 mesi in tutto), cinque rinvii a giudizio, nove non luogo a procedere e otto assoluzioni. Tra questi ultimi il sindaco di Avetrana, Antonio Minò. Questo il conto chiesto  dal sostituto procuratore distrettuale antimafia, Milto Stefano De Nozza, nell’udienza preliminare tenuta davanti al gup del Tribunale di Lecce, Giovanni Gallo.

Le pene più alte sono state quelle richieste per Antonio Campeggio, detto “Tonino scippatore”, Daniele Lorusso, Giovanni Buccoliero conosciuto come “Peppolino Capone” e Franco D’Amore, ritenuti a capo dell’organizzazione ognuno nei rispettivi territori e con ruoli differenti. Per loro l’accusa ha chiesto, rispettivamente, 20 anni ai primi due, 18 e 16 anni di reclusione agli altri. Riflettori accesi ieri soprattutto sui politici coinvolti, cinque in tutto. Per due di loro, Giuseppe e Domenico Margheriti, sindaco e vicesindaco di Erchie, si dovrà attendere la decisione del tribunale di Brindisi dove la loro posizione è stata trasferita per competenza di territorio. Per i due ex amministratori pubblici di Manduria, Nicola Dimonopoli e Massimiliano Rossano, ex presidente del Consiglio comunale il primo ed ex assessore il secondo, il pubblico ministero ha chiesto 4 anni al primo e 8 anni e 8 mesi al secondo, pene scontate di un terzo per il rito abbreviato scelto.

Quanto all’assoluzione (per non aver commesso il fatto) chiesta per il sindaco di Avetrana, Antonio Minò (nel giorno del suo compleanno), questo il commento del sindaco di Maruggio, Alfredo Longo: “Ricordo bene quel terribile momento e lo sgomento che molti di noi hanno provato..!
Il campanello che suona alle 3.00 della notte, come se si stesse arrestando un mafioso (d’altronde l’accusa era quella).. una famiglia disperata.. un uomo trattenuto in Carcere per 20 LUNGHISSIMI GIORNI, le iene delle politica che, senza alcun pudore, hanno banchettato sulla sua dignità.. non riesco ad immaginare cosa Antonio possa aver provato, da solo, quando ti tolgono il tuo diritto più grande.. quello della LIBERTA’.. e spero di non farlo mai ..
Dopo pochi mesi la più bella notizia che potesse mai arrivare: la richiesta di INNOCENZA da parte della Pubblica ACCUSA (il PM) !!!
Certo.. una bellissima notizia per la quale non si può che dire GRAZIE !
Ma la domanda che mi gira continuamente per la testa è ormai un’altra.. E’ GIUSTO ?
La GIUSTIZIA in questo caso è stata GIUSTA ?
Continuo a crederci… e continuo a pensarci… 
Auguri di cuore Antonio Minò .. buon compleanno”.

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