Il gruppo territoriale del movimento cinque stelle di Taranto reputa fallimentare la gestione dei rifiuti nel capoluogo: di seguito la nota integrale.
Taranto paga una delle TARI più alte d’Italia per un servizio rifiuti inefficiente. Per un appartamento di 100 metri quadri con tre persone il costo medio nazionale è di 343 euro l’anno, mentre a Taranto si arriva a 453 euro, oltre 110 euro in più a famiglia, una differenza enorme che toglie denari ai cittadini e sottrae milioni di euro all’economia locale per un servizio rifiuti che costa alla comunità circa 59 milioni di euro l’anno, ma senza risultati.
La gestione di Kyma Ambiente è priva di una visione industriale e ha prodotto un sistema costoso, inefficiente e clientelare.
Ogni anno circa 17 milioni di euro finiscono in discarica per la scarsa raccolta differenziata; una parte dell’organico viene smaltita fuori città, pagando altri operatori; l’inceneritore di Statte è obsoleto e inutilizzato da anni, ma il suo valore viene ancora tenuto a bilancio per coprire lo stato d’insolvenza acclarato; molti lavoratori restano precari e sottopagati; circa il 30% dei cittadini non paga la TARI, creando un buco strutturale nei bilanci.
Negli anni il Comune non ha mai costruito un vero piano per il ciclo integrato dei rifiuti, né ha utilizzato in modo strutturale le risorse del PNRR, che avrebbero potuto ridurre i costi e migliorare il servizio, come avvenuto in molte altre città italiane.Il Movimento 5 Stelle chiede al sindaco di rendere conto ai cittadini delle promesse elettorali non mantenute. Della “task force per il decoro urbano nei primi 100 giorni” sono rimasti solo annunci, tavoli e nomine, mentre la città continua a pagare di più per avere di meno.
A Taranto si è costruito un sistema fallimentare che scarica inefficienze e sprechi sui cittadini onesti. Basta propaganda e tavoli inutili: servono scelte amministrative serie, investimenti e trasparenza. Servono soluzioni per evitare un ulteriore dissesto amministrativo, così come denunciato dalla Corte dei Conti. I tarantini non possono continuare a pagare più tasse per servizi peggiori.


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