LIBERI E PENSANTI, INCONTRO CON L’ASS. CAROLI

"L'unica soluzione per Taranto passa da bonifica e riconversione"

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Ieri mattina, a Bari, presso l’Assessorato al Lavoro, il Comitato CIttadini e Lavoratori Liberi e Pensanti ha  incontrato l’Assessore Caroli.
“Sul tavolo – scrive il COmitato – la questione lavoro, non di una fetta di lavoro o di un gruppo di lavoratori ma un incontro per parlare di lavoro a 360 gradi: quel lavoro che non ruba la dignità del lavoratore, facendogli l’elemosina o togliendo la vita a lui o alla sua famiglia. Abbiamo portato la linea del Comitato sulla questione Ilva/ArcelorMittal e sulla disoccupazione che grava sulla città , oltre trenta volte gli esuberi che tanto allarmano adesso i sindacati.
Dopo un excursus sulla apparente migliore contrattazione possibile nel passaggio di consegne in Ilva e dopo aver puntualizzato, a scanso di equivoci, che l’unica soluzione per noi resta la chiusura con successiva bonifica e riconversione, siamo scesi nel particolare dei cosiddetti “esuberi”: 2500 lavoratori posti in cassa integrazione, che vanno ad ingrossare le fila dei senza lavoro a Taranto. Questo è il punto da cui siamo partiti affinché si eviti qualsiasi intervento che  scateni una guerra tra poveri.
Abbiamo fatto presente al rappresentante della Regione che la nostra città merita una particolare attenzione, che è inutile attuare provvedimenti che non portino risultati tangibili come  i corsi varati precedentemente e in alcuni casi non ancora retribuiti, che non hanno portato nulla se non uno sterile incentivo al reddito.
Abbiamo ribadito che noi per Taranto pretendiamo venga utilizzato lo stesso strumento normativo utilizzato per Genova, quel famoso Accordo di programma che permette alla città ligure di captare finanziamenti da reinvestire a lungo termine, creando le condizioni per assorbire gli esuberi dal 2005 a tutt’oggi e per riconsiderare le possibilità di rientro o avvio al lavori per quei 70.000 disoccupati che pare nessuno ricordi.
La città di Taranto è terreno fertile per la creazione di decine di interventi di bonifica, che se da un lato creerebbero lavoro dall’altro restituirebbero alla città l’uso di intere zone oggi inutilizzabili e scenario di degrado.
Abbiamo portato svariati esempi, dalle zone un tempo demaniali al quartiere Tamburi all’area del Mar Piccolo.
Le dichiarazioni, dall’altra parte, di apertura  al dialogo sembrano indicare di aver ben compreso che, a differenza del sindacato,  noi chiediamo un atto che consenta alla città di avvalersi finalmente  di nuove forme di economie e non un banale, quanto inutile, sostegno al reddito fine a se stesso.
In ballo c’è il futuro di una città, di circa 70.000 disoccupati e non solo degli esuberi Ilva.
Siamo consapevoli che non sarà un percorso facile ma siamo convinti che fosse doveroso chiedere con chiarezza alla Regione Puglia di decidere se fare la storia o limitarsi al minimo sindacale/elettorale.
Non siamo abituati ad illuderci, d’altronde le prime comunicazioni dei sindacati,  ieri anche loro in regione a presentare le loro intuizioni e le loro richieste di collaborazione con la nuova azienda, denotano come sempre che l’obiettivo per chi dovrebbe tutelare i lavoratori resta l’occupazione a tutti i costi, anche in una azienda che ha già presentato il suo biglietto da visita alla comunità tarantina.
Ci aggiorneremo a stretto giro, convinti che stia, ora più che mai, alla società civile essere da pungolo e fiato sul collo alla classe politica che da troppi decenni risulta sorda di fronte alle necessità dei tarantini”.

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