“IMPRESE ESTERNE AL POSTO DEGLI OPERAI IN CIG”

La protesta dei sindacati contro ArcelorMittal

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In ArcelorMittal, stabilimento siderurgico di Taranto, si chiamano imprese esterne al posto del personale diretto collocato in cassa integrazione. Lo denuncia la Uilm facendo riferimento al reparto Pca, Produzione calcare, dove un’impresa esterna ha effettuato un’attività che normalmente svolge il personale dipendente. La Uilm chiede un incontro all’azienda per discutere dell’accaduto.

Ieri la Uilm aveva già posto ad ArcelorMittal il problema della cassa integrazione, chiedendo “una rotazione equa laddove vi sono impianti in marcia” e  di non usare il lavoro straordinario in presenza di cassa integrazione.
Fonti Fim Cisl annunciano, invece, che nei prossimi giorni sarà chiesto ad ArcelorMittal un incontro sulla gestione della cassa integrazione  Covid che a Taranto coinvolge ormai più di 3mila persone. La Fim Cisl dichiara che “sta premendo per l rotazione del personale in cassa”. Per la Fim, tra cassa integrazione, ferie, malattie e legge 104, circa 4500 persone sarebbero fuori dallo stabilimento tarantino su un organico di 8200.
Per le fonti Fim Cisl, “stanno accadendo anche altre anomalie, ovvero in uno stesso reparto a lavoratori è stata inviata la lettera di cassa integrazione senza alcuna previsione di rientro al lavoro, ad altri, invece, si indica il rientro in fabbrica dall’1 giugno. Perchè queste disparità? È evidente che ArcelorMittal vuole tenere alto il livello del conflitto – si aggiunge – e punta a tenere accesi i riflettori sull’azienda nella nuova fase che riguarderà sia la trattativa sul nuovo assetto occupazionale, che sul nuovo piano industriale, trattativa che dovrà chiudersi a novembre col riassetto del gruppo così come stabilito dall’accordo del 4 marzo tra Ilva in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal”. (AGI)

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