IL NUCLEO SDAI DI TARANTO NEUTRALIZZA UN SILURO

L'esplosivo risaliva alla seconda guerra monidlae ed è stato rinvenuto nel cosentino

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E’ terminata il 31 maggio una delicata operazione subacquea condotta  di fronte alla località di San Nicola Arcella (CS),  grazie alla quale i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. di Taranto (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), hanno rinvenuto e distrutto la testa esplosiva di un siluro risalente alla 2^ Guerra Mondiale.

Durante un immersione ricreativa, un bagnante ha rinvenuto un grande manufatto di forma cilindrica, riconducibile ad ordigno esplosivo, e ha provveduto a denunciarne il ritrovamento all’Ufficio Circondariale Marittimo di Maratea che, dopo avere interdetto al transito la zona, ha informato del pericolo la Prefettura di Cosenza, la quale ha disposto e coordinato l’intervento di bonifica d’urgenza del GOS.

Al termine dell’operazione, il comandante del Nucleo S.D.A.I. di Taranto, Tenente di Vascello Mirko Leonzio, ha dichiarato: “Sulla base della richiesta della Prefettura di Cosenza, i Palombari della Marina Militare sono intervenuti a San Nicola Arcella consci che, considerate le dimensioni, potesse trattarsi di un ordigno molto pericoloso. Durante la prima immersione, effettuata per la ricerca dell’oggetto e per il suo riconoscimento, abbiamo confermato la presenza della testa di un siluro, risalente al secondo conflitto mondiale.  Una volta rimosso l’ordigno dal fondo, lo abbiamo rimorchiato a distanza di sicurezza fino a raggiungere una zona in alto mare individuata dall’Autorità Marittima dove lo abbiamo distrutto secondo le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino. Mi preme raccomandare a chiunque dovesse imbattersi in manufatti, con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, di non toccarli o manometterli in alcun modo, denunciandone il ritrovamento, il prima possibile, alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri”.

Questo intervento rappresenta una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato un totale di 22.000 ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal 1 gennaio 2018 sono già 6.480 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 12.961 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm e 12 ordigni a caricamento speciale.

Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze. 

 

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