IL COMITATO IO AMO GLI ASILI COMUNALI CHIEDE UN INCONTRO AL SINDACO

Domandato il ritiro del provvedimento che assegna la gestione temporanea a privati di due asili

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Anche dopo le rassicurazioni giunte da Palazzo di Città, resta viva la preoccupazione del Comitato “io Amo gli asili comunali” sulla sorte dei due asili attualmente affidati a privati: di seguito la nota integrale.

 

Nulla è cambiato rispetto a quello che avevamo pensato e temuto a proposito della decisione presa dal comune di rinunciare alla gestione diretta di ben altri 2 asili nido comunali (sugli 8 attualmente in funzionanti), affidandoli alla gestione di privati.

Anzi le risposte che in qualche modo ci sono arrivate indirettamente dalla nostra amministrazione comunale confermano tutte le ragioni del nostro disaccordo, e i motivi delle nostre preoccupazioni.

Ci sembra quasi un bisticcio di parole che l’amministrazione possa da un lato affermare la propria volontà di sostenere la gestione diretta di un servizio ritenuto di eccellenza, e dall’altro decidere di affidarlo, almeno in parte, a terzi.

Si è parlato di affidamento temporaneo. Precisamente della durata di un anno, o al massimo due. Il tempo necessario per l’espletamento dei concorsi e per l’assunzione di nuovo personale.

Purtroppo abbiamo motivo di dubitare che l’amministrazione possa tornare indietro rispetto a un servizio dato in gestione: non è mai accaduto, sarebbe la prima volta. Questo ci dice anche la storia del Baby Club, in affidamento a terzi ormai da 4 anni.

Ma l’amministrazione comunale si è premurata di chiarire ulteriormente, nei giorni scorsi, che quello dell’ affidamento a terzi di due asili nido comunali va interpretato proprio come un provvedimento ponte, per consentire i tempi dell’espletamento del concorso.

Non possiamo dubitare delle buone intenzioni, ma dobbiamo purtroppo far presenti alcuni dati.

Già a dicembre 2019 mancavano al servizio complessivamente più di 10 educatrici (rispetto al pieno regime che sarebbe di 8 per sede).

Con le nuove uscite previste per questo anno 2020, data la nuova normativa, le educatrici mancanti saranno complessivamente circa 25.

La prospettiva del concorso per l’assunzione di 5 nuove educatrici, appare alla luce di questo dato, imbarazzante. Davvero poco rassicurante, di fronte all’effettiva necessità che si registrerà fra uno o due anni, quando i due asili nido dovrebbero (secondo l’impegno del Comune) tornare alla gestione diretta.

Segnaliamo tuttavia, a proposito di concorsi, anche l’esistenza di un precariato dei servizi integrativi (il sostegno alle fragilità, luglio, l’orario pomeridiano), che sta per esaurire il suo mandato, e ha alimentato (giustamente) attese di stabilità.

Non abbiamo fatto riferimento alle Responsabili dei nidi comunali, le Coordinatrici. Sono già da tempo poche. In questo anno 2020 ne rimarranno in servizio soltanto 4, o probabilmente 3.

Non c’è alcun riferimento da parte del comune ai concorsi per queste figure professionali.

Anche questo ci fa ancora dubitare delle reali possibilità di ritornare alla gestione diretta del servizio per i due asili a cui facciamo riferimento.

Continuiamo in tutti i casi a pensare che l’affido a terzi, temporaneo o no, non sia l’unica soluzione possibile, per rispondere ai problemi di carenza di personale dei nidi comunali.

La nostra scelta a monte del nido comunale, rispetto ad altre gestioni, scaturisce da considerazioni legate alla tutela di un progetto educativo per l’infanzia, che è un patrimonio prezioso per la nostra comunità.

Abbiamo appreso, d’altra parte, di non essere soli in questa battaglia. La CGIL ha chiesto il ritiro del provvedimento, e la possibilità di un confronto sui temi con Dirigenti, Assessori e Funzionari competenti, per la ricerca condivisa di altre soluzioni.

Lo SNALV ha espresso in una nota il suo dissenso.

Una nota rappresentante di Reggio Children, Elena Giacopini, ha scritto su fb e vogliamo donare a tutti questo messaggio:

“Taranto, città stupenda, soffre ogni giorno per tanti motivi… I nidi d’infanzia comunali danno vita al diritto dell’infanzia a spazi educativi dedicati, pensati, progettati per favorire buone esperienze di cura e relazioni affettive, sociali, culturali. Negli anni educatrici e genitori hanno mantenuto alto l’impegno per garantire la qualità nei nidi d’infanzia comunali, cioè pubblici di tutta la città. Questo patrimonio costituisce un vero investimento sul presente e sul futuro”.

Anche noi speriamo nel ritiro del provvedimento, e rinnoviamo la nostra richiesta di incontro col Sindaco. Siamo fiduciosi.

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