HIAB, 90 FAMIGLIE A RISCHIO. NULLA DI FATTO AL MINISTERO

LE POSIZIONI UILM E FIOM

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Nulla di fatto al ministero per la vertenza HIAB: il futuro lavorativo anni 90 famiglie e più che mai a rischio.

UILM

Si è appena concluso un altro incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) tra le OO.SS. Fim, Fiom , Uilm e i vertici aziendali, per un aggiornamento sulla vertenza HIAB Italia Srl, ma la situazione resta drammaticamente in stallo. A fronte del rischio imminente per 90 posti di lavoro, l’unica notizia che riceviamo sono i soliti “interessamenti”dichiarati da parte dell’advisor la Vertus, che attualmente non hanno portato nessuna concretezza garanzia ed affidabilità.
Come UILM, riteniamo questa situazione surreale e inaccettabile. Dopo aver acquisito un marchio storico italiano come Effer, subentrando nello stabilimento di Statte, la multinazionale HIAB Italia ha deciso di chiudere il sito tarantino per concentrare la produzione a Minerbio (Bo). Una scelta che dimostra una totale assenza di rispetto per la storia produttiva del nostro territorio, per le competenze delle Lavoratrici e dei Lavoratori e per il futuro di 90 famiglie. La prova più lampante di questa logica predatoria è il trasferimento di nuove gru verso stabilimenti esteri, un vero e proprio smantellamento che non lascia più spazio a dubbi. Questa multinazionale ha deciso con superficialità di lasciare per strada 90 famiglie.
Non accetteremo più pseudo-passerelle e incontri che non portano a nulla.
Le Lavoratrici e i Lavoratori di HIAB Italia hanno bisogno di una via d’uscita chiara e definita, non di promesse vuote. Chiediamo non solo al MIMIT, ma anche alla Regione Puglia, di intervenire in modo decisivo per trovare un investitore credibile che garantisca la continuità produttiva e la piena occupazione.
La pazienza è finita.
Se non si sbloccherà la situazione con notizie positive e concrete, siamo pronti a mobilitarci e a intensificare la nostra lotta per difendere i diritti e la dignità delle Lavoratrici e dei Lavoratori. La salvaguardia di questi posti di lavoro è una priorità assoluta.
Cosimo Amatomaggi
Segretario UILM Taranto

FIOM CGIL

Si è tenuto nella giornata di lunedì 15 settembre presso la sede istituzionale del Mimit il programmato  incontro  volto a fornire aggiornamenti rispetto alla ormai nota vertenza Hiab. Purtroppo c’è da registrare un esito del tutto negativo ed insoddisfacente. L’advisor Vertus ha infatti comunicato che le due manifestazioni di interesse  annunciate nel corso del precedente incontro del 23 giugno u.s., una legata ad un soggetto nazionale specializzato nel settore della carpenteria generale e l’altra ad una Joint venture italo-estera nel settore della carpenteria navale, non si sono concretizzate per via di un  parziale interesse  del bacino dei lavoratori ma anche, e soprattutto, per l’esosa richiesta economica rivendicata dal proprietario del compendio aziendale attualmente concesso in fitto ad Hiab. Come Fiom abbiamo ribadito la necessità di un immediato cambio di passo perché è del tutto inaccettabile che ancora oggi ci siano palesi contraddizioni nella gestione operativa di questa vertenza. Infatti i soggetti interessati non hanno mai avuto modo di interfacciarsi con l’istituzione regionale che, ancora oggi, ha rimarcato la sua disponibilità a sostenere finanziariamente l’eventuale acquisizione e da un lato Vertus non può  solo limitarsi a registrare il diniego di un soggetto per ragioni che, evidentemente, potrebbero essere valutate in maniera più appropriata. Così  come Hiab, non può scaricare su altri soggetti  responsabilità che le appartengono in quanto artefice dell’intera vicenda. Per la Fiom è necessario innanzitutto allineare le prossime scadenze perché è evidente che il mandato a Vertus, attualmente in scadenza al 30 settembre, e il contratto di fitto della sede produttiva di Statte in scadenza al 31 gennaio p.v. non possono e non devono in alcun modo pregiudicare un percorso che vede come unico traguardo la salvaguardia di tutti i lavoratori coinvolti dalla drammatica vertenza.  È  tempo che ciascuno si assuma le proprie responsabilità e rispetti gli accordi sottoscritti. Non è più il tempo degli annunci, servono risposte concrete a partire dall’incontro fissato al Mimit per il prossimo 20 ottobre. 

Loris Scarpa, Fiom Nazionale

Patrizio Di Pietro, Segreteria Fiom Taranto

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