Fiom e Uilm, ‘trasferimenti Vestas Italia senza confronto, inaccettabile’
Contestato passaggio da Taranto a Melfi a partire dall'1 marzo. Prosegue sciopero
“L’atteggiamento della Vestas che, mentre i lavoratori sono in sciopero a tutela dei propri diritti, della propria dignità e del proprio futuro, decide di proseguire con la procedura di trasferimento senza i protagonisti, i lavoratori, è inaccettabile”. Lo affermano Fiom e Uilm contestando la procedura di riorganizzazione aziendale che prevede il trasferimento di magazzino, training center e reparto reparation blades dal capoluogo ionico a San Nicola di Melfi, a partire dal 1° marzo. I lavoratori sono in sciopero da 8 giorni.
Secondo le organizzazioni metalmeccaniche, che definiscono la gestione delle relazioni sindacali “disastrosa”, l’azienda avrebbe scelto di confrontarsi con la Fim, “priva di rappresentanza sindacale eletta democraticamente”, escludendo Fiom e Uilm che sono “le uniche organizzazioni sindacali presenti in azienda con le proprie Rsu, frutto di una scelta democratica effettuata dai lavoratori attraverso il voto. Si chiama democrazia”, rivendicano.
Fiom e Uilm ricordano che la rappresentanza è regolata dal testo unico sulla rappresentanza e contestano modalità di confronto condotte a distanza e solo via pec. Se l’esclusione delle Rsu fosse “una scelta voluta per portare avanti i trasferimenti”, i sindacati avvertono che “lo impediremo con ogni mezzo”, anche agendo nelle sedi legali.
Per le segreterie e le Rsu, inoltre, “il management Vestas non è nuovo a tentativi di dividere e contrapporre i dipendenti” che invece “hanno condiviso un percorso unitario di mobilitazione”. “Senza la Rsu di Fiom e Uilm gli incontri relativi alla procedura non hanno alcuna validità”, sottolineano. La protesta, concludono, “proseguirà con maggiore determinazione”. (


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