Secondo la segretaria provinciale del Partito Democratico, Anna Filippetti, la decisione unilaterale di Vestas Italia di chiudere lo stabilimento di Taranto e delocalizzare attività strategiche come service, magazzino e formazione è «inaccettabile sotto ogni profilo». Non solo per le modalità con cui è stata comunicata — una PEC inviata ai sindacati — ma perché «calpesta il tessuto sociale, economico e umano di un ».
Taranto non è un «sacrificio logistico»
«Taranto non è un luogo da sacrificare sull’altare delle ottimizzazioni logistiche», tuona il PD provinciale. In gioco ci sono , le loro famiglie, competenze irrinunciabili e, soprattutto, «la dignità di una città che merita futuro». La chiusura del sito, secondo il partito, rappresenta un ulteriore colpo a un’area già segnata da anni di disoccupazione e precarietà.
Le richieste del PD: sospensione, tavolo al Ministero e tutela del lavoro
Il Partito Democratico chiede con fermezza:
- Sospensione immediata di ogni decisione operativa da parte di Vestas, in attesa di un confronto serio con le istituzioni;
- Convocazione urgente di un tavolo al , con la partecipazione di Stato, Regione, parti sociali e istituzioni locali, per rivedere la scelta e definire un progetto industriale credibile per Taranto;
- Garanzie occupazionali concrete e investimenti reali in una città che, sottolinea Filippetti, «non è un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare».
«Difendere il lavoro significa difendere il futuro»
«Non ci fermeremo davanti a tatticismi aziendali o comunicazioni difensive», avverte il PD. La posta in gioco è alta: «Difendere il lavoro a Taranto significa difendere il futuro del nostro territorio e del nostro Paese». La segretaria Filippetti lancia un appello chiaro: «Servono risposte, non silenzi. , non abbandono».
Il Partito Democratico provinciale annuncia per sostenere i lavoratori e chiedere un intervento immediato delle istituzioni.


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