“Le abbiamo provate tutte in questi mesi, ma la situazione dell’ex Ilva peggiora sempre di più. Si avvicendano dichiarazioni molto preoccupanti e l’unica possibilità che noi abbiamo in questo momento è chiedere la convocazione a palazzo Chigi alla presenza della presidente del Consiglio. In assenza della convocazione, lo strumento che abbiamo è andare noi a palazzo Chigi”. Così il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, in conferenza stampa con Fiom-Cgil e Fim-Cisl.
“Questa è una storia che non ha precedenti nel Paese, si discute del destino di migliaia di lavoratori e lo si fa sulla base di notizie a mezzo stampa e non attraverso i canali diretti e formali con i sindacati. Ci vuole serietà, dignità e soprattutto rispetto. Vogliamo vedere il bando di gara. Non accetteremo alcuna decisione che prefiguri esuberi. Chiediamo la presenza e il controllo dello Stato”, rimarca Palombella. “Noi vogliamo conoscere la verità e per questo – conclude – dobbiamo continuare a sollecitare e a lottare, per arrivare ad una conclusione positiva della vertenza”.
Sull’ex Ilva “pensiamo che il governo brancoli nel buio. Noi abbiamo una proposta concreta per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: lo Stato si assuma la responsabilità di gestire la transizione del piano di decarbonizzazione, con la garanzia occupazionale e il rilancio della produzione siderurgica nel nostro paese”. Così il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, nel corso della conferenza stampa con Fim-Cisl e Uilm-Uil. “E pensiamo anche – aggiunge – che chiudere le porte di palazzo Chigi alle lavoratrici e ai lavoratori dell’ex Ilva, essendo una questione di Stato, sia un grande errore”.
“E’ per senso di responsabilità, quindi, che noi unitariamente come Fiom, Fim e Uilm andremo a palazzo Chigi nel caso in cui non dovessimo essere convocati al tavolo entro la fine di febbraio. La presidente del Consiglio ci ascolti”, rimarca De Palma, rilanciando “tutta la preoccupazione” che grava sulla vertenza. “L’unica convocazione ricevuta fino ad oggi è stata sulla cassa integrazione: non si può continuare a scaricare sui lavoratori gli errori nella gestione anche del bando di gara. Abbiamo atteso fin troppo, non vogliamo lo scontro: noi vogliamo costruire. Ma per farlo – insiste il leader della Fiom – è necessario sedersi intorno al tavolo. Lo dico alla premier Meloni: prenda il dossier Ilva nelle sue mani, visto il fallimento che c’è stato fino ad oggi. Ci rivolgiamo a lei non per una questione polemica ma perché finora non c’è stata soluzione. Il fondo Flacks non è un soggetto industriale, è un fondo e come tale ha la sua logica: investire e poi rimettere sul mercato”.
Ad oggi non abbiamo una convocazione a palazzo Chigi sull’ex Ilva: è urgente e la stiamo chiedendo dal 18 novembre scorso. Non coinvolgere i sindacati è gravissimo”. Così il segretario generale di Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, in conferenza stampa con Fiom-Cgil e Uilm-Uil. “Ci troviamo in una situazione grottesca in cui i lavoratori, le organizzazioni sindacali non vengono convocate né coinvolte. Il silenzio che sta accompagnando questi mesi è l’esatta rappresentazione di una difficoltà enorme da parte del governo nel concludere in maniera positiva questa vertenza. Ci aspettiamo responsabilità”, afferma Uliano chiedendo charimenti anche sulla trattativa in corso con il fondo Flacks.
“Serve un piano di rilancio industriale. Lo Stato – rimarca – deve farsi protagonista, con il coinvolgimento poi di altri soggetti. Ribadiamo la centralità del ruolo dello Stato nel processo di rilancio e decarbonizzazione. E ribadiamo la necessità di una convocazione a palazzo Chigi: se non ci sarà entro la fine di febbraio, siamo pronti ad autoconvocarci davanti a palazzo Chigi per manifestare la nostra contrarietà rispetto alla non disponibilità del governo a confrontarsi”.


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