Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato per domani, lunedì 14 luglio, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali per un confronto ufficiale sui contenuti dell’accordo di programma, con particolare attenzione alle ricadute produttive e occupazionali. L’incontro fa seguito alla richiesta dei sindacati di essere parte attiva nel processo decisionale, soprattutto alla luce degli scenari che stanno emergendo.
Martedì 15 luglio sarà invece la volta delle istituzioni locali, con la partecipazione del Comune di Taranto, della Regione Puglia e degli altri enti coinvolti.
Al momento, le ipotesi sul tavolo sono due, entrambe orientate ad accelerare la decarbonizzazione del sito, riducendo i tempi da 12 a 8 o 7 anni.
La prima opzione prevede la realizzazione a Taranto di tre forni elettrici affiancati da tre impianti DRI (Direct Reduced Iron), utilizzati per la produzione di preridotto. Il progetto includerebbe l’installazione di una nave rigassificatrice per garantire l’approvvigionamento del gas necessario al funzionamento degli impianti.
La seconda ipotesi contempla la costruzione, sempre a Taranto, dei tre forni elettrici, ma con la produzione di preridotto affidata a Dri Italia, che lo realizzerebbe in un’altra località del Sud Italia, più vantaggiosa in termini logistici e di costi di approvvigionamento del gas.
Il governo ha ribadito, in entrambi gli scenari, la volontà di mantenere la continuità produttiva dell’acciaieria, inserendo il piano in un percorso di transizione che tenga insieme sostenibilità ambientale, tutela occupazionale e competitività industriale.
Il confronto istituzionale proseguirà giovedì 17 luglio, data in cui è in programma la Conferenza dei Servizi per l’approvazione della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
La prossima settimana si preannuncia dunque determinante per il futuro del polo siderurgico tarantino, nodo strategico dell’industria italiana e tema centrale nel dibattito politico, sociale e ambientale del Paese.


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