Il Consiglio d’Europa chiede
alle autorità italiane di velocizzare gli interventi necessari a
far si che l’ex Ilva di Taranto non costituisca più un pericolo
per la salute degli abitanti e per l’ambiente, e chiede a Roma
di fornire un aggiornamento sulla situazione entro e non oltre
la fine di quest’anno.
Le due richieste sono parte della decisione adottata dal
comitato dei ministri, l’esecutivo dell’organizzazione, dopo
l’esame dei documenti inviati da Roma in seguito alle 4 condanne
della Corte europea dei diritti umani pronunciate tra il 2019 e
2022 per il mancato intervento delle autorità nell’adottare le
misure necessarie a garantire la protezione delle persone
dall’inquinamento causato dallo stabilimento siderurgico.
Nel documento si prende atto dei progressi compiuti
dall’ultimo esame della situazione che risale al dicembre del
2024. In particolare il comitato dei ministri “prende atto con
soddisfazione delle informazioni che indicano che nel 2026
restava da completare solo un numero molto limitato di
interventi previsti dal piano ambientale per ridurre le
emissioni dello stabilimento” e “invita le autorità a garantirne
il rapido completamento”. Inoltre evidenzia che i documenti
inviati da Roma mostrano che ora i cittadini posso ricorrere ai
tribunali civili singoli quando il loro diritto alla salute è
leso dall’inquinamento proveniente da attività industriali.
Contemporaneamente Strasburgo evidenzia che le informazioni
fornite da Roma, nello specifico la relazione preparata
dall’Istituto Superiore di Sanità nel marzo del 2025 e la
sentenza del tribunale civile di Milano del febbraio 2026,
indicano che continuano a esserci rischi per la salute degli
abitanti e per l’ambiente, e che dato il tempo già trascorso è
urgente assicurare interventi rapidi per rimediare.

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