EX ILVA, ARRESTATO L’AVVOCATO PIETRO AMARA

Il provvedimento è della Procura di Potenza. Intrecci col caso-Capristo

480

Sono quattro le persone arrestate, due in carcere e due ai domiciliari, dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza, competente sui magistrati del distretto di Taranto e Brindisi. In carcere sono finiti l’avvocato Pietro Amara e il poliziotto Filippo Paradiso. Ai domiciliari l’avvocato di Trani Giacomo Ragno e Nicola Nicoletti, che è stato consulente dei commissari dell’ex Ilva dal 2015 al 2018. L’obbligo di dimora è stato invece disposto per Carlo Maria Capristo, che è in pensione da alcuni mesi.

I fatti contestati risalirebbero al periodo nel quale Capristo era procuratore a Taranto e riguarderebbero anche l’ex Ilva. Nel maggio 2020 Capristo è stato arrestato (tornato libero ad agosto) nell’ambito di un’altra inchiesta per la quale è attualmente a processo per tentata concussione, falso in atto pubblico e truffa aggravata.

Amara è al centro pure dell’inchiesta della Procura di Milano sul cosiddetto “falso complotto Eni”: ai magistrati lombardi l’avvocato siciliano rilasciò dichiarazioni sulla presunta loggia Ungheria.

LE PAROLE DEI VERDI

“Arrestato l’avvocato Piero Amara e obbligo di dimora per l’ex procuratore di Taranto Capristo per favori nelle indagini sull’ex Ilva e se l’accusa fosse confermata sarebbe di una gravità inaudita, perché sono anni che come Verdi avevamo chiesto al Csm di intervenire sulla gestione Capristo a Taranto.” Lo dichiara il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, ricordando di aver chiesto pubblicamente il 3 luglio 2019 “di valutare la sospensione dalle sue funzioni il procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo perché alle riunioni in procura sulla richiesta di patteggiamento nel processo Ambiente Svenduto partecipava anche l’avvocato Piero Amara coinvolto nel processo Eni o sistema Siracusa, inchiesta che coinvolse il 2 luglio anche il procuratore Capristo”. Nonostante le vicende giudiziarie “di Amara – insiste Bonelli – fossero pubbliche, perché’ coinvolto nello scandalo delle sentenze pilotate del Consiglio di Stato. l’avvocato partecipò a delle riunioni in procura insieme all’ufficio commissariale per analizzare la vicenda del patteggiamento su Ilva”. L’esponente dei Verdi afferma inoltre che “nel 2018, nel quartiere Tamburi, si registrarono numerosi picchi di diossina con valori nella masseria Carmine di 900 volte superiori a quelli dell’anno precedente , su questo evento furono presentati numerosi esposti senza esito. Il Csm non intervenne mai e il procuratore Capristo rispose dopo poche ore alla mia richiesta al Csm affermando che l’avvocato Amara non era stato invitato dalla procura ma dall’ufficio commissariale: perché una persona indagata per corruzione e poi arrestata poteva partecipare a riunioni negli uffici della procura che riguardavano l’andamento del processo Ambiente Svenduto?”. (ANSA).

Comments are closed.