DECARO: “PER TARANTO SERVE LEGGE SPECIALE DOPO CRISI EX ILVA”

L'AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE PRESSO LA NONA COMMISSIONE DEL SENATO

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“Serve una legge speciale per Taranto, all’interno della quale ci sia un’Agenda Taranto che tenga conto della tutela dei livelli occupazionali e della necessità di un impianto siderurgico a Taranto per tutelare i posti di lavoro nel futuro”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, in audizione presso la Nona Commissione del Senato sul Dl 154/2026, relativo alla continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale. Decaro ha chiesto una strategia più ampia per il futuro dell’ex Ilva. “Credo sia strategico per il Paese avere un polo siderurgico completamente decarbonizzato”, ha affermato, sottolineando l’importanza dell’acciaio per le aziende di trasformazione italiane ed europee.
“L’Europa prevede che per ogni Stato membro ci sia almeno una zona di accelerazione dell’attività produttiva. Taranto risponde ai requisiti del regolamento europeo”, ha aggiunto il governatore, chiedendo maggiore attrattività per gli investimenti e un rafforzamento degli strumenti nazionali, anche attraverso Invitalia. Decaro ha ricordato anche le richieste dei sindacati per tutelare i lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto, con particolare attenzione ai livelli occupazionali e alle misure di sostegno per le persone coinvolte nella crisi dello stabilimento. “Ci sono le richieste fatte dai sindacati rispetto alla tutela dei lavoratori diretti, indiretti e dell’indotto”, ha aggiunto.

“Ci sono aziende di innovazione tecnologica che assumerebbero dieci persone, in questo caso ingegneri, fino ad aziende che hanno la possibilità di occupare 1.500-1.600 persone nel settore della produzione dell’offshore”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro illustrando alla Nona Commissione del Senato alcune delle opportunità di sviluppo alternative per Taranto, durante l’audizione sul Dl 154/2026 relativo alla continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale come l’ex Ilva.
Le proposte, ha spiegato, sono emerse dal tavolo ministeriale già costituito e riguardano imprese di dimensioni diverse, comprese realtà che hanno già rapporti con il Ministero e che, in alcuni casi, sono passate da Invitalia. Tra i settori individuati c’è l’offshore, per il quale Taranto potrebbe mettere a disposizione le proprie infrastrutture portuali e la vicinanza alla produzione siderurgica. “Ci sono aziende che si inserirebbero lì, se ci sono le aree disponibili nel porto, se sono bonificate e se c’è la produzione dell’acciaio”, ha sottolineato Decaro. La realizzazione di questi insediamenti è però legata al recupero delle aree industriali. “Più che il tema dei rifiuti, si porrà un tema legato alle bonifiche”, ha affermato il presidente della Regione, ricordando la presenza di un commissario e di risorse già stanziate. “Sicuramente serviranno altre risorse e un impegno maggiore”, ha aggiunto, indicando nel risanamento del territorio una condizione necessaria per attrarre nuovi investimenti.

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