DALL’ACCIAIERIA ALLA FABBRICA DEI SUONI A GINOSA E MOTTOLA

Due concerti per il saggio-romanzo di Francesco Mazzotta su Giovanni Tamborrino

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Prosegue nei comuni della Terra delle Gravine, al Teatro Alcanices di Ginosa (lunedì 13 maggio, ore 20) e nella biblioteca del Liceo “Einstein” di Mottola (mercoledì 15 maggio, ore 18), la presentazione del libro “Dall’acciaieria alla fabbrica dei suoni. L’officina artistica di Giovanni Tamborrino”, il saggio-romanzo di Francesco Mazzotta edito da Zecchini nel quale l’autore racconta la straordinaria vicenda artistica e umana del compositore di Laterza e l’esperienza unica del Festival della Terra delle Gravine, con cui Tamborrino, negli anni Novanta, si impose all’attenzione di pubblico e critica con originali esperienze di fruizione e un fare artistico capace di coinvolgere personalità sociali escluse dai processi culturali ‘‘alti’’ attraverso un forte processo di identificazione con i luoghi di appartenenza.

La presentazione del libro avverrà con la formula del Book Concert, che a seguire prevede la performance del Drama Percussion, l’ensemble coordinato dallo stesso Tamborrino e formato da quattro giovani musicisti, Giuseppe Bolettieri, Federico Apollaro, Andrea Tamborrino e Nicola Montemurno.

L’appuntamento di lunedì 13, a Ginosa, verrà introdotto da Stefano Giove dell’Arci e Vincenzo Dragone degli Amici della Musica e animato dagli interventi di Mazzotta, Tamborrino e Paolo Costantino, che quando fu sindaco di Ginosa sostenne strenuamente il Festival della Terra delle Gravine.

All’incontro di Mottola, dove Mazzotta e Tamborrino si confronteranno con il direttore d’orchestra Giuseppe Salatino, intervengono il sindaco Giovanni Barulli, il presidente della Proco Loco, Giuseppe Antonacci, e il dirigente del Liceo “Einstein”, Piero Rotolo.

“Dall’acciaieria alla fabbrica dei suoni” non è soltanto un saggio, ma un affresco con il quale l’autore ripercorre in modo avvincente le vicende di un performer assolutamente originale, ma anche compositore visionario profondamente legato alla propria terra, diventato un outsider della musica contemporanea dopo essere stato operaio nella vecchia Italsider di Taranto, la fabbrica al centro dell’opera Mare metallico per la quale Tamborrino si è aggiudicato il Premio Abbiati, il più prestigioso riconoscimento italiano nell’ambito musica classica. Tuttavia, il libro non racconta la storia di un riscatto, ma di un antiaccademico protagonista della scena musicale contemporanea in grado di operare, da meridionale, una riflessione su un Sud che non si abbandona alla storia negata, ma al contrario ne scrive una propria.

Corredato da un’appendice fotografica, «il volume costituisce una testimonianza preziosa e necessaria – scrive nella prefazione Enrico Girardi, critico musicale del Corriere della Sera – perché, leggendo il libro, ci sembra di ascoltare le composizioni del musicista pugliese attraverso le orecchie (e la fluida penna) del saggista».

Il libro, che si dipana come un appassionante racconto, attraversa le varie tappe dell’artista pugliese. E racconta anche l’esperienza del Festival della Terra delle Gravine, nel quale Tamborrino, instancabile sperimentatore, riesce a realizzare una perfetta corrispondenza tra scelte espressive e identità culturale, iscritta nella particolare geografia della zona, ponendosi come precursore di quanto sta accadendo oggi con Matera 2019.

Francesco Mazzotta (Taranto, 1967), laureato in musicologia, è giornalista professionista e critico musicale. Ha collaborato con Il Corriere del Mezzogiorno, l’enciclopedia Die Musik in Geschichte und Gegenwart e il Festival della Valle d’Itria. È autore di programmi di sala per diverse istituzioni musicali, tra cui la Fondazione Petruzzelli di Bari. È responsabile della comunicazione del Giovanni Paisiello Festival di Taranto e di altre manifestazioni di musica antica e contemporanea. È autore del saggio Martina Franca. Quarant’anni di Belcanto nel volume ll Festival si racconta. 40 edizioni del Festival della Valle d’Itria (Edizioni Fondazione Paolo Grassi).

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