CORRUZIONE ELETTORALE, 9 MESI PER MAZZARANO

CONDANNA IN PRIMO GRADO PER IL CONSIGLIERE REGIONALE CHE ANNUNCIA SUBITO CON AMAREZZA RICORSO IN APPELLO

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Il consigliere regionale della Puglia, Michele Mazzarano, eletto nella provincia di Taranto nella lista del Pd,  é stato condannato oggi a nove mesi (pena sospesa) per il reato di corruzione elettorale. La condanna é stata emessa dal giudice monocratico. A nove mesi (ma la pena non é stata sospesa) condannato anche il suo accusatore, Emilio Pastore. La vicenda, che ha ha avuto clamore mediatico anche con diversi servizi del tg satirico Striscia la Notizia, si riferisce alle elezioni regionali del 2015 (Mazzarano é stato rieletto anche nel 2020). In particolare, Pastore denunciò alla trasmissione televisiva il presunto scambio di favori durante la campagna elettorale del 2015. Mazzarano, interrogato nel corso delle indagini, ha sempre respinto le accuse, ma le rivelazioni di Pastore a Striscia la Notizia provocarono le dimissioni di Mazzarano dalla giunta regionale dove era assessore allo Sviluppo economico e l’apertura del fascicolo d’inchiesta. Secondo l’accusa, Mazzarano, candidato alle regionali pugliesi del 2015, avrebbe promesso a Pastore l’assunzione di due figli in una impresa privata, ottenendo, in cambio, l’impegno da parte sua a dargli il proprio voto e quello dei suoi familiari, nonché di procurargli il voto di altri elettori attraverso l’utilizzo a titolo gratuito di un locale che lo stesso Pastore allestì come comitato elettorale. Promessa che Mazzarano avrebbe mantenuto favorendo l’assunzione di uno dei due figli presso la ditta in questione. Per il politico, il pm Maurizio Carbone aveva chiesto la condanna ad un anno.

Mazzarano ha commentato la vicenda affermando che “questa inchiesta è nata perché io mi sono rivolto, a marzo  del 2018, alla Procura di Taranto per denunciare quanto era stato presentato nel programma satirico”. Per Mazzarano, “nonostante dalle carte dell’inchiesta emerga in modo inequivocabile che mai vi fu da parte mia una richiesta di voto e di sostegno elettorale, confermata in più interrogatori anche dal mio accusatore (solo in tal caso si sarebbe configurato il reato di corruzione elettorale), il giudice ha emesso una sentenza di condanna”. “Sono sbalordito e affranto da questo esito. Ho provato lo stesso sentimento quando, qualche mese fa, il magistrato che volle il mio rinvio a giudizio è stato arrestato per corruzione” afferma ancora il consigliere regionale pugliese del Pd. Mazzarano annuncia infine ricorso in appello contro la condanna e conclude dichiarandosi “sereno perché ci sarà tempo e modo per dimostrare la mia innocenza. E ci sarà tempo e modo per la giustizia di diventare giusta”. (AGI)

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