CITTADELLA DELLA GIUSTIZIA, GRANDE PASSO AVANTI

OGGI LA CESSIONE AL DEMANIO

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È di 81mila metri quadrati l’area di cui oggi la Provincia di Taranto ha ceduto all’Agenzia del Demanio il diritto di superficie per 99 anni affinche possa costruirvi la nuova Cittadella della Giustizia, progetto per il quale il ministero ha reso disponibile un finanziamento di 70 milioni di euro. Il dato è emerso a margine della firma dell’atto di cessione tra Provincia di Taranto, Agenzia del Demanio e ministero della Giustizia, quest’ultimo rappresentato dal sottosegretario Francesco Paolo Sisto e dal direttore generale per le risorse materiali e le tecnologie del ministero, Massimo Orlando. All’interno degli 81mila metri quadrati, ne sono stati individuati 4mila per l’ubicazione di funzioni accessorie a quelle della Giustizia. La cessione del diritto di superficie da parte della Provincia di Taranto è avvenuta a titolo gratuito.

Il nuovo insediamento giudiziario sorgerà nel rione Paolo VI, alla periferia nord di Taranto, dove già sorgono da tempo la Corte d’Appello, sezione staccata di Lecce, e l’aula bunker, quest’ultima ricavata nella struttura ex Ancifap. Questi ultimi due compendi – di proprietà della Provincia – sono estesi complessivamente per 85mila metri quadrati. Corte d’Appello e aula bunker sono uno difronte all’altra, separate solo dalla strada. Pur essendo ubicata in periferia, l’area individuata per la Cittadella della Giustizia è tuttavia vicina ad una serie di svincoli stradali per il collegamento oltrechè con la provincia di Taranto, anche con Bari, Brindisi e Lecce. La realizzazione di un polo unico permetterà ora di migliorare la logistica dei vari uffici giudiziari e di razionalizzarne funzioni e accessibilità. Inoltre, ci saranno altri due vantaggi connessi alla costruzione della nuova Cittadella: il risparmio economico derivante dalla manutenzione straordinaria delle attuali, sparse sedi giudiziarie  (il Palazzo di Giustizia di Taranto, per esempio, è stato costruito molti anni fa) e la riqualificazione per un diverso uso degli attuali edifici giudiziari. In prospettiva – è emerso oggi – si vuole anche verificare la possibilità di portare nel nuovo polo, differenziando nettamente infrastrutture e accessi, anche Procura e Tribunale dei minori che attualmente hanno una sede autonoma nella città vecchia accanto alla Cattedrale. Ma al momento, è stato precisato oggi, si tratta solo un’ipotesi di studio. Oggi alla firma era presente per il Comune di Taranto il commissario, prefetto Vincenzo Cardellicchio, per il quale la realizzazione del nuovo ospedale San Cataldo e la Cittadella della Giustizia sono due importanti infrastrutture per il rilancio della città.

“Quest’intervento di Taranto é molto importante perché sancisce un feeling tra amministrazioni, Demanio, ministero e soprattutto il mondo della giustizia. Perché l’utente è il fulcro della necessità di fare della giustizia una buona giustizia. Ma ci sono i magistrati, il personale, gli avvocati che non sono meno importanti. Il servizio giustizia nasce da una spinta di tutte queste forze verso un miglioramento logistico ed anche tecnico”. Lo ha detto questa mattina a Taranto il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto in occasione della firma dell’atto verso l’Agenzia del Demanio per la costruzione della nuova cittadella della giustizia, un progetto da 70 milioni di euro.

Il miglioramento infrastrutturale e funzionale della giustizia, secondo Sisto, “è un po’ come le riforme del Pnrr. Alle riforme normative si devono necessariamente accompagnare quelle logistiche. Questo significa edifici, personale, ufficio del processo, digitalizzazione, un servizio più celere ed efficiente. Insomma – ha aggiunto il sottosegretario Sisto – una managerialità nella gestione del fenomeno giustizia che passa dall’impegno dei singoli stakeholder ma che deve vedere nel ministero un garante, una sorta si soggetto che è in condizione di dare realtà a tutto questo. Noi – ha rilevato Sisto – questo cerchiamo di fare. Dare realtà ad una giustizia finalmente operativa. Meno parole e più fatti”. (AGI)

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