Il tavolo sulla cig al ministero del Lavoro per i lavoratori Ex Ilva si è concluso con un nulla di fatto ed è stato aggiornato al 24 settembre alle 9.30. Lo si apprende da fonti sindacali. L’obiettivo è chiudere l’accordo per quella data.
L’iter di esame congiunto per la nuova cassa integrazione straordinaria chiesta da Acciaierie d’Italia in as per 4.450 lavoratori, ”terminerà il 24 settembre e l’accordo dovrà essere fatto entro quel giorno”. Lo avrebbero detto, a quanto apprende l’Adnkronos, i rappresentanti del ministero del Lavoro nel corso dell’incontro tra azienda e sindacati sulla cigs per l’ex Ilva. L’accordo ”non è obbligatorio” perché la cigs è già prevista dalla legge ma ”c’è bisogno di una condivisione sociale in un momento complicato e nel corso di una vendita”, avrebbe fatto presente via Flavia, ribadendo che non c’è nessuna ”pistola puntata alla tempia” dei sindacati.
LE PAROLE DI VALERIO D’ALO’ (FIM CISL)
«L’incontro – dichiara il segretario nazionale della Fim Cisl, Valerio D’Alò – è stato caratterizzato da decisioni altalenanti, prima fissate, poi rinviate per due volte e infine anticipate alla data odierna. Per noi, questa situazione è sinonimo di mancanza di chiarezza sugli obiettivi della Cigs e, poiché le condizioni di contesto non sono cambiate, non permette di arrivare a un accordo.»
«Paradossalmente – aggiunge D’Alò – restiamo fiduciosi di poter raggiungere le stesse mediazioni già ottenute con l’accordo precedente con l’azienda. Tuttavia, ciò che questa volta manca è una visione chiara per il futuro. La richiesta fatta a Palazzo Chigi dai Segretari Generali di Fim, Fiom e Uilm mirava proprio a chiarire quale direzione intendessimo prendere, quale piano fosse in campo e, sulla base di ciò, costruire un accordo di Cassa Integrazione.»
L’aumento del numero di lavoratori richiesto dall’azienda «non ci spaventa in sé, ma deve essere motivato da ragioni solide e inserito in un piano di rilancio che progressivamente riduca il ricorso alla Cigs. Assistiamo invece a un silenzio assordante da parte delle istituzioni locali e della politica nazionale, che crediamo abbiano oggi il dovere di accelerare i tempi e decidere con coraggio sul futuro della ex Ilva. La decarbonizzazione del gruppo siderurgico non può essere sottovalutata: essa rappresenterà il metro di misura della capacità del nostro Paese di gestire la transizione in tutti i settori. Al di là di ogni posizione di parte, questa è la strada da seguire per il nostro futuro.»
«Contestualmente – conclude D’Alò – leggiamo positivamente l’impegno della Regione Puglia nell’attuare ulteriori politiche di sostegno al reddito per i lavoratori in Cigs, attraverso corsi di formazione.»
L’incontro è stato aggiornato della scadenza tecnica per la sigla della procedura, ovvero il prossimo 24 settembre, poiché al momento non si sono create le condizioni per condividere un accordo.
LORIS SCARPA (FIOM CGIL)


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