“CARICHI DI MINERALE AL POLISETTORIALE. CHE SUCCEDE?”

La richiesta di chiarimenti del consigliere comunale Battista

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Il consigliere comunale Massimo Battista chiede chiarezza sui carichi di minerale effettuati nelle ultime ore al Molo Polisettoriale.

 

Ma che domenica bestiale, non è solo la frase di una canzone ma il film che a Taranto si gira “illegalmente” da una vita. Che sia Mittal o Riva  è lo stesso,  registi che si alternano, con il consenso dello Stato Italiano, trasformando la nostra città in terra di conquista. Mittal non ha perso tempo ad adoperarsi per poter sopperire alla fermata del quarto sporgente, dove abbiamo visto cadere, come se fossero birilli, le grù dopo il tragico incidente mortale che ha causato la morte dell’operaio Cosimo Massaro, tutto questo dopo l’incidente avvenuto nel 2012 alla stessa gru, il dm5, che vide cadere in mare Francesco Zaccaria. Infatti sembra che nella zona del quinto sporgente e nel molo polisettoriale da ieri ben 3 semoventi mobili su ruota con benne stanno caricando minerale  su dei camion scaricato dalla nave Melia, circa 74 e 600 tonnellate di minerale.  Bisognerebbe capire come e chi ha autorizzato il colosso francoindiano ad usare le banchine? Come si può autorizzare nel giro di un paio di giorni questo ennesimo favore alla grande industria? Come stanno avvenendo gli scarichi di minerale nei camion? Il minerale che si sta caricando come viene scaricato e le polveri che si disperdono come vengono captate? La gente che abita nelle zone di Lido Azzurro è stata avvertita dello scarico del minerale? Quali sono gli organi preposti che dovrebbero controllare e verificare chi ha autorizzato questo regalo? Il trasporto dei carichi di minerale su camion che vede decine e decine di tir transitare sulla statale 106, dopo essere usciti dal molo polisettoriale, hanno tutti la copertura dei cassoni? Ancora questa città sotto attacco dai poteri forti  con il consenso dello “Stato”, nel giro di poche ore si riesce ad autorizzare e rendere tutto semplice a vantaggio della grandi industrie e a discapito dei cittadini di Taranto. Tutto purché quel vecchio rottame, chiamato Ilva o Mittal  continui ad uccidere il nostro territorio.
Poteri forti complici del genocidio di Stato della nostra Taranto saturano l’aria di fumi cancerogeni. La Procura qualche mese fa ha incontrato i gestori della fabbrica, negli uffici di via Marche,  avrebbe dovuto chiedere loro spiegazioni e fermare queste azioni che sanno tanto solo di “vivere alla giornata”. Questo prima che tutto sia compiuto e portato a termine, la partita chiamata quote di mercato, invece in stile decreti di marchio politico si autorizzano bonifiche farsa sulle collinette ecologiche e si chiudono gli occhi sugli scarichi di minerale su tir.

Massimo Battista

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