AUTO IN FIAMME DEL SINDACO DI ORIA: INDAGATO UN 26ENNE

Il pubblico ministero ha convalidato il sequestro degli abiti indossati dal giovane

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Ad incastrarlo sono stati i marchi stampati sugli indumenti indossati. Ovvero, il marchio della nazionale italiana sul berretto azzurro, la scritta “Carlsberg” impressa sulla felpa nera e il logo “Jordan” che campeggiava sul pantalone di tuta scuro. Non esattamente la divisa di un ninja quella utilizzata e poi ritrovata dai carabinieri a casa del 26enne di Oria denunciato a piede libero, accusato dell’incendio, doloso, della Volkswagen Tiguan del sindaco Cosimo Ferretti.

Nelle scorse ore, il pubblico ministero titolare del fascicolo Mauron Gallone ha convalidato il sequestro degli abiti galeotti, ma anche di un paio di scarpe sneakers e uno smartphone Redmi Note 14. L’indagato, difeso dall’avvocato Raffaele Pesce, al momento ha negato ogni addebito, prima di rifiugiarsi in uno sfingeo silenzio.

Intimidazione al sindaco Ferretti: le indagini

Neanche a dirlo, le indagini continuano, con caccia aperta ai presunti complici di un giovane con piccoli precedenti e il cui profilo, almeno sulla carta, appare incompatibile con il gesto solitario, audace ed eclatante, magari motivato da rancori personali nutriti verso il sindaco o l’amministrazione comunale. Ed ecco che, pur esclusa la matrice mafiosa come sottolineato dal prefetto di Brindisi Luigi Carnevale, spunta l’ipotesi del “mandante”, ovvero di chi potrebbe aver assoldato qualcuno per mettere a segno un piano fatto di fuoco, fiamme e paure.

Il motivo? Procura e militari, l’indagine la portano avanti i carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana e della stazione di Oria, non escludono nulla, ma l’idea resta legata ad una ripicca verso multe e controlli, verbali e, più in generale, quell’opera di ripristino della legalità da qualche mese messa in campo dalla polizia locale e rivendicata dallo stesso primo cittadino. Giova ricordare come, proprio sei mesi fa, era il 25 marzo, due auto del comando parcheggiate alle spalle del Comune furono incendiate da ignoti. Anche quella è un’inchiesta ancora aperta e su cui si attendono presto i risultati.  

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