ARCELOR AL MINISTERO: “IN LINEA CON LE PRESCRIZIONI”

Le comunicazioni sono firmate dagli ingegneri Stefan Michel Van Campe per il gestore e Alessandro Labile direttore Ambiente

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(AGI) – Taranto, 29 mar. – Con una serie di comunicazioni inviate al ministero dell’Ambiente, Ispra, Arpa Puglia, Osservatorio per il monitoraggio del piano ambientale Ilva e alla commissione istruttoria per le Autorizzazione integrata ambientale (Aia), Arcelor Mittal – la società subentrata a Ilva in amministrazione straordinaria – ha fatto il punto sui lavori di adeguamento ambientale dello stabilimento siderurgico di Taranto così come fissati, nelle modalità e nei tempi, dalla stessa Aia rilasciata per l’esercizio produttivo dell’acciaieria. Le comunicazioni sono firmate dagli ingegneri Stefan Michel Van Campe per il gestore e Alessandro Labile direttore Ambiente. L’azienda ha evidenziato di essere in linea col rispetto delle prescrizioni ambientali. Sulla gestione dei materiali soggetti a polveri, Arcelor Mittal fa presente che, a fronte della documentazione tecnica che indica la non necessità della depolverazione per l’edificio Omo 2 e del riscontro di Ispra che “ha ritenuto adeguate le misure compensative proposte dal gestore”, lo scorso 28 dicembre sono terminate le attività per l’edificio in questione. Per quanto riguarda la dismissione dell’edificio Sili Cec, l’azienda ha confermato di non volerlo più usare per sostituirlo con un nastro chiuso. Questo è stato provato, sia vuoto che carico, le prove hanno dato esito positivo e il 31 dicembre scorso è entrato in funzione il nuovo nastro T2 “con contestuale dismissione dell’edificio Sili Cec”. Il 29 dicembre, poi, è stata completata la chiusura dell’edificio stock house dell’altoforno 4. Per una serie di depositi temporanei, l’azienda fa presente che l’adeguamento è in corso, che i depositi sono adesso “fuori servizio” e che gli stessi saranno utilizzati “solo a valle del completamento degli interventi previsti”. Per lo svuotamento ‘paiole’, attività che appartiene al reparto Gestione rottami ferrosi, Arcelor Mittal ha comunicato che il 14 dicembre è stata comunicata “la messa in esercizio e la messa a regime del nuovo impianto di captazione e filtrazione delle emissioni derivanti dallo svuotamento paiole presso l’area Grf lato Tna e del relativo punto di emissione convogliata in atmosfera, oltreché il completamento dei lavori di costruzione dell’impianto prescritto dal Dpcm del 29.9.2017”. L’azienda specifica che “la tecnica adottata,sistema di captazione a cappe mobili per successivo trattamento delle emissioni con filtro a tessuto, rappresenta una novità in quanto non risultano applicazioni simili” in Europa, nè le Bat per la siderurgia fanno un riferimento in tale senso. Adesso, precisa Arcelor Mittal, il nuovo impianto è in esercizio, il personale è stato addestrato allo scopo e “sta accumulando esperienza nella conduzione del nuovo sistema”. Ipotizzati anche quattro possibili scenari in base ai quali far scattare specifiche modalità di intervento: guasto o malfunzionamento, ridotta capacità di aspirazione dei fumi, avaria di entrambi i sistemi di captazione mobile dei fumi ed allerta meteo. Per il monitoraggio della qualità dell’aria, Arcelor Mittal dichiara di essere pronta a sottoscrivere il contratto di comodato delle centraline di rilevazione alle stesse condizioni di quelle applicate all’Ilva, contratto che Ilva sottoscrisse il 31 luglio 2013 con Arpa Puglia che gestisce le centraline. Arcelor Mittal si dice anche disponibile ad inserire nel contratto l’installazione di una nuova centralina nella cokeria così come previsto dall’Aia di ottobre 2012. Per il dragaggio dei canali, l’azienda annuncia che è terminato quello relativo al ramo 1 del canale 1 e seguiranno quelli del ramo 2 del canale 1 e del canale 2 da completarsi entro fine maggio prossimo. Terminata infine la demolizione del serbatoio 92. Installato poi e messo in esercizio l’impianto di trattamento acque con portate potenziate (pump&treat).

Per Arcelor Mittal, “l’attuale configurazione del sistema è in grado di garantire la protezione delle aree a valle della trincea nastro da una eventuale contaminazione proveniente dall’area posta a monte idrogeologico, senza necessità di ulteriori interventi”. A proposito delle barriere fonoassorbenti da collocare presso i nebulizzatori dei parchi minerali (le prime limitano l’impatto del rumore, i secondi, irrorando le materie prime, né limitano la dispersione col vento), Arcelor Mittal parla di “intervento da riconsiderare” visto l’avanzamento della copertura del parco minerali. Entro il mese prossimo, spiega l’azienda, sarà completato il 50 per cento della copertura nelle aree del nebulizzatore 8S mentre in quella del nebulizzatore 8A non ci saranno minerali perché occupato dal cantiere della Cimolai, l’azienda appaltatrice ed esecutrice del progetto di copertura parchi nel siderurgico. Infine, per la discarica (esaurita) 2B in area “Mater Gratiae”, Arcelor Mittal comunica che le relative attività (stesura strato impermeabilizzante di argilla e geotessile) si sono concluse. (AGI)

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