Turco (M5S), ‘chiudere l’area a caldo ex Ilva senza rinvii’

Il senatore pentastellato: 'Ora Accordo di Programma per Taranto'

“Le sentenze della magistratura si rispettano. Se i giudici hanno disposto la chiusura dell’area a caldo, quella decisione va eseguita”. Lo afferma il vicepresidente del M5S e delegato alle Politiche economiche e fiscali, senatore Mario Turco, intervenendo sul futuro dell’ex Ilva dopo il recente provvedimento della magistratura e l’ultimo incidente avvenuto nell’Afo2, nel quale un lavoratore è rimasto ferito dopo essere stato investito da un muletto.
Per Turco il Governo “non può continuare a rifugiarsi dietro ricorsi o rinvii”, ma deve avviare “la costruzione del futuro di Taranto” attraverso la chiusura definitiva dell’area a caldo e delle fonti inquinanti, le bonifiche, la tutela dei lavoratori e dell’indotto e l’apertura di un Accordo di Programma con Governo, enti territoriali e parti sociali per la riconversione industriale. Il senatore indica inoltre la necessità di “nuovi investimenti, nuova occupazione, misure per i lavoratori esposti all’amianto e accompagnamento all’esodo”.
L’esponente pentastellato sostiene che il Governo Meloni “ha avuto quattro anni per cambiare rotta e non lo ha fatto”, criticando il progetto di privatizzazione e definendo il ricorso in Cassazione “uno specchietto per le allodole” che “non sospende automaticamente gli effetti del provvedimento”. Turco conclude augurando “all’ennesimo lavoratore coinvolto in un incidente in ex Ilva di riprendersi al più presto”, ribadendo che l’episodio conferma “la precarietà delle condizioni di sicurezza interne allo stabilimento”.

Mario TurcoPrimopiano