“STOP AI LICENZIAMENTI O LA SITUAZIONE ILVA ESPLODERA'”

I COMMENTI DEI SINDACATI DOPO IL CORTEO E L'OCCUPAZIONE DEL PONTE GIREVOLE

“Quella di oggi è stata una prima mobilitazione riuscita dei lavoratori dell’appalto e dell’indotto ex Ilva”. Lo ha dichiarato Biagio Prisciano, segretario generale della Fim Cisl Taranto-Brindisi, dopo l’incontro a Palazzo di Città con il sindaco Piero Bitetti, al termine della protesta contro il rischio di licenziamenti collettivi.
“Abbiamo rappresentato al sindaco tutte le preoccupazioni dei lavoratori. Innanzitutto bisogna dire no ai licenziamenti e trovare soluzioni immediate per mettere in sicurezza l’occupazione dell’appalto e dell’indotto, ma anche dei dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria”, ha spiegato Prisciano.
Il sindacalista ha riferito che Bitetti ha confermato il tavolo con il Governo previsto domani e avviato un’interlocuzione per trasferire a Palazzo Chigi le richieste della mobilitazione. “Qui bisogna disinnescare una vera e propria bomba sociale. Taranto non può vivere soltanto di ammortizzatori sociali e subire anche i licenziamenti”, ha sottolineato.
Per Prisciano, oltre alla tutela immediata del reddito, occorre affrontare il tema delle prospettive industriali: “Dobbiamo parlare di una decarbonizzazione vera e sostenibile, delle questioni ambientali e della salute. Servono soluzioni capaci di salvaguardare il lavoro, il reddito, la salute e l’ambiente”. “Questo obiettivo è possibile – ha concluso – ma serve l’impegno di tutti”.

“Il sindaco ha preso l’impegno di sollecitare il Governo”. Lo ha dichiarato Vito Pastore, segretario della Uilm Taranto, al termine dell’incontro a Palazzo di Città con il sindaco Piero Bitetti, durante la mobilitazione dei lavoratori dell’appalto e dell’indotto ex Ilva.
“Abbiamo annunciato una bomba sociale che già da questa mattina è partita. Sapevamo che prima o poi sarebbe esplosa e oggi, con l’avvio della mobilitazione, ha coinvolto tutti i lavoratori dell’appalto”, ha aggiunto Pastore.
Il sindacalista ha poi sottolineato che i lavoratori attendono ancora la convocazione ufficiale del tavolo a Palazzo Chigi. “Dopodiché, insieme ai lavoratori, avvieremo nuove mobilitazioni – ha concluso – qualora non dovessimo ricevere le risposte e le garanzie che chiediamo ormai da anni”.

“Quella di oggi è stata una prima iniziativa per far emergere una criticità che rischia di esplodere se non verranno fermate le procedure di licenziamento collettivo”. Lo ha dichiarato Francesco Brigati, segretario generale della Fiom Taranto e Puglia, dopo l’incontro a Palazzo di Città con il sindaco Piero Bitetti, al termine della mobilitazione dei lavoratori dell’appalto e dell’indotto ex Ilva.
“Abbiamo chiesto al sindaco di intervenire per sollecitare il Governo. Domani è previsto un incontro a Palazzo Chigi, ma non conosciamo ancora l’orario. Una delle prime questioni da affrontare deve essere il ritiro dei licenziamenti”, ha spiegato Brigati.
Il segretario della Fiom ha sottolineato che, accanto alle prospettive industriali e al piano di decarbonizzazione per i prossimi anni, occorre dare risposte immediate ai lavoratori. “Oggi – ha ribadito – abbiamo un problema impellente: senza interventi e misure straordinarie da parte del Governo non se ne esce. Palazzo Chigi deve essere soltanto l’inizio di un percorso”.
Brigati ha quindi avvertito: “Se non arriveranno risposte, aumenteremo la mobilitazione e il conflitto. Continueremo a farci sentire, da Bari a Roma, perché non stiamo parlando soltanto di lavoratori, ma anche delle loro famiglie e del futuro dell’intero territorio”.
Per il sindacalista, la vertenza deve tenere insieme occupazione, reddito, salute e ambiente. “Non possiamo immaginare una Taranto che viva soltanto di ammortizzatori sociali. Servono una prospettiva industriale concreta e una decarbonizzazione vera e sostenibile, capace di tutelare il lavoro e la dignità delle persone”.
“Quella di oggi – ha concluso Brigati – è stata la prima mobilitazione. Se domani da Palazzo Chigi non arriveranno risposte, continueremo a mobilitarci ovunque per rivendicare i nostri diritti”.

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