RIFIUTI, TARANTO MAGLIA NERA. DURO AFFONDO DI LEGAMBIENTE

Gli ambientalisti di Taranto attaccano duramente l'amministrazione comunale, che (“mistero”) non divulga gli ultimi dati sulla raccolta differenziata. “Nel vuoto di iniziative concrete sono solo fiorite giustificazioni e bufale”

La crescita della raccolta differenziata va necessariamente correlata al sistema di raccolta porta a porta. È il pensiero di Legambiente che denuncia i dati riferiti alla città di Taranto, e attacca duramente l’amministrazione comunale, rea di non voler divulgare gli stessi – gli ultimi sono di ottobre 2017. “Ad agosto dell’anno scorso avevamo chiesto alla attuale amministrazione comunale di voltare pagina rispetto al passato – scrivono gli ambientalisti in una nota articolata – e di mettere mano in tempi brevi a un progetto serio che estendesse gradatamente il porta a porta a tutta la città secondo un preciso cronoprogramma. Avevamo chiesto di partire dal quartiere Paolo VI considerato che c’era già stata nei mesi precedenti una campagna di informazione, con manifesti, inserzioni pubblicitarie, spot televisivi, incontri, corsi di formazione all’insegna dello slogan ‘Ci siamo e (ce) la facciamo’. Stiamo ancora aspettando”. Così Legambiente parla di misteri, bufale e pecore nere smentendo quanto preannunciato dall’amministrazione comunale, dal vicesindaco e dall’assessore all’ambiente, Rocco de Franchi, per i quali “la raccolta differenziata subirà un’accelerazione che si alimenterà su una migliore organizzazione del servizio e più incisività verso chi violerà le norme”.

LE BUFALE

“C’è chi, ad esempio, sostiene che non si può paragonare il dato di Taranto con quello di molti comuni della sua provincia (che hanno fatto grandi passi in avanti) a causa del diverso numero di abitanti. Dimenticando, evidentemente, che il dato vergognoso di Taranto, città di quasi 200mila abitanti, è meno della metà di quello di Bari”. “Altri – continua Legambiente nello stesso comunicato – mettono in risalto la eccessiva vastità del territorio che renderebbe più difficile raggiungere determinati risultati. Non avendo presente, evidentemente, l’esempio di Parma città di quasi 195mila abitanti (poco meno di Taranto) con una estensione di 260 chilometri quadrati (poco più di Taranto che ne conta 250) in cui la raccolta differenziata supera il 75%”. Nello stesso capoluogo dell’Emilia-Romagna, “dove la raccolta differenziata è basata sul porta a porta – come d’altronde in ogni comune italiano che abbia raggiunto buoni risultati – il costo della tassa rifiuti per una famiglia considerata “tipo” (famiglia di tre persone con un appartamento di proprietà di 100 metri quadri) è di 255 euro, molto meno che a Taranto dove la stessa famiglia paga circa 340 euro, ma si afferma molto spesso che il porta a porta costa troppo”

Sottolineando la mancata estensione della raccolta differenziata agli altri quartieri della città, Legambiente lamenta che “si sono persi sette mesi inutilmente, visto che non viene ancora fornito alcun cronoprogramma con obiettivi concreti e date di verifica, ma solo generiche rassicurazioni e, soprattutto, che si persiste in un atteggiamento sbagliato che pensa di limitare l’innovazione nella modalità di raccolta ai soli luoghi dove è “possibile farla agevolmente”. Un atteggiamento che, se non si inverte la rotta, ci candida a restare maglia nera.

I DATI – PUGLIA

Taranto gennaio 2017 15%, Febbraio 19%, Settembre 19,5%, Ottobre 23,6%

Bari gennaio 2017 40%, Settembre 43,6%, Ottobre 43,9%, Novembre 41,1%, Dicembre 39,6%. Foggia gennaio 2017 24%, Settembre 27%, Ottobre 36,3%, Novembre 27,6%, Dicembre 27,9%. Brindisi partita dal 20% di gennaio 2017, a Settembre era al 29%, a Ottobre 39,5% per superare poi il 50%: Novembre 51,3%, Dicembre 54,8%, Gennaio 55,2%, Febbraio 56,8%, mentre Lecce fa ancora meglio: a gennaio 2017 è al 41%, da Settembre supera il  60% raggiungendo il 61,8%, poi Ottobre 63,4%, Novembre 61,7%, Dicembre 61,7%. Nella BAT, la peggiore è Trani gennaio 2017 al 20%, Settembre 20,9%, Ottobre 20,7%, Novembre 20,4%, Dicembre 19,8%, nel 2018 Gennaio 19,1%, Febbraio 21%, ma Andria gennaio 2017 al 65,6%, Settembre 65,2%, a Ottobre 61,8%, Novembre 59,9%, Dicembre 56,6%; nel 2018 Gennaio 65,6%, Febbraio 61,1%. Barletta infine straccia tutti: gennaio 2017 al 67,5%, Settembre al 66,5%, a Ottobre 68,1%, Novembre 70,5%, Dicembre 67,3%, Gennaio 2018 70,7%, Febbraio 2018  73,2%.

(Paolo Arrivo)

 

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