PRECARI DELLA GIUSTIZIA, IN PUGLIA IL FUTURO RESTA APPESO A UN FILO

Il 30 settembre scade la proroga. A Taranto lunedì 21 settembre presidio in tribunale

In vista della scadenza del 30 settembre la protesta della Fp Cgil: mobilitazione a Taranto e assemblea regionale. Nel distretto di Bari 270 posti per la stabilizzazione, 171 in quello di Lecce e 89 nel distretto di Taranto. Il Governo annuncia nuove assunzioni, ma per i lavoratori rimasti fuori la soluzione non è ancora definita

Il conto alla rovescia è iniziato. Il 30 settembre scade l’ulteriore proroga dei contratti dei lavoratori della Giustizia assunti nell’ambito del PNRR e rimasti fuori dalle procedure di stabilizzazione. In tutta Italia sono circa 1.600 le lavoratrici e i lavoratori interessati secondo la Fp Cgil, che per lunedì 21 settembre ha organizzato una giornata nazionale di mobilitazione.

La Puglia è direttamente coinvolta nella vertenza. Il principale appuntamento regionale sarà a Taranto, davanti al Tribunale, dalle 10 alle 12, dove è previsto un presidio al quale parteciperanno lavoratori provenienti anche da Lecce. La stessa Fp Cgil ha annunciato per la mattina un’assemblea regionale.

La protesta nasce dalla richiesta di dare continuità occupazionale a personale che, dopo anni di lavoro negli uffici giudiziari, rischia di trovarsi nuovamente senza contratto proprio alla vigilia della scadenza.

La Puglia dentro il piano di stabilizzazione

La vicenda pugliese si inserisce in un processo di stabilizzazione che nel 2026 ha coinvolto migliaia di lavoratori del Ministero della Giustizia.

I dati ufficiali del Ministero mostrano la dimensione dell’operazione. Per il profilo degli Addetti all’Ufficio per il Processo sono stati previsti complessivamente 6.919 posti. Per quanto riguarda la Puglia, le procedure indicano 270 posti per il distretto della Corte d’Appello di Bari, 171 per quello di Lecce e 89 per il distretto della Corte d’Appello di Taranto – sezione distaccata di Lecce.

A questi numeri vanno aggiunte le procedure relative agli altri profili professionali, tra tecnici di amministrazione e operatori di data entry.

Il quadro evidenzia quindi come la Puglia sia stata pienamente coinvolta nel processo di rafforzamento degli organici della Giustizia attraverso il PNRR.

Ma la stabilizzazione non ha riguardato tutti.

Il nodo dei lavoratori rimasti fuori

La Fp Cgil denuncia che circa 1.600 lavoratori a livello nazionale sono ancora senza un’assunzione a tempo indeterminato e che per loro l’attuale proroga rappresenta soltanto una soluzione temporanea.

Il sindacato chiede di prolungare i contratti almeno fino al 31 dicembre 2026 e di individuare già nella prossima legge di Bilancio le risorse necessarie per arrivare alla stabilizzazione definitiva. La Fp Cgil ha inoltre presentato emendamenti durante l’iter parlamentare del decreto-legge sulla Pubblica amministrazione.

La questione riguarda quindi non soltanto la condizione occupazionale dei singoli lavoratori, ma anche la continuità del lavoro negli uffici giudiziari.

Queste persone hanno infatti maturato negli anni esperienza nelle cancellerie, negli uffici e nelle strutture impegnate nell’attuazione degli obiettivi del PNRR. Per il sindacato, interrompere questi rapporti significherebbe disperdere professionalità già formate.

In Puglia mobilitazione a Taranto, ma la vertenza parte anche da Lecce

Il calendario del 21 settembre fotografa bene la dimensione regionale della protesta.

A Lecce è prevista un’assemblea dalle 7.30 nella sede della Cgil di via Merine, con successivo trasferimento a Taranto per partecipare all’assemblea regionale delle 10 presso il Tribunale. A Taranto, invece, il presidio davanti al Palazzo di Giustizia è programmato dalle 10 alle 12.

Il coinvolgimento dei lavoratori dei diversi territori pugliesi conferma che la vertenza non riguarda una singola sede giudiziaria, ma l’intero sistema regionale.

A Taranto, inoltre, la Fp Cgil territoriale ha chiesto il coinvolgimento dei parlamentari ionici, sollecitando un intervento sulla questione prima della scadenza dei contratti. Il sindacato sostiene che i lavoratori abbiano contribuito in questi anni alla riduzione degli arretrati e al funzionamento degli uffici giudiziari.

Il Governo: «Stabilizzati 10mila, lavoriamo per altri 1.300»

Sul fronte governativo, nelle stesse ore della mobilitazione è arrivata una dichiarazione che aggiunge un elemento importante al quadro.

Il 18 settembre, a Bari, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha affermato che sono già stati stabilizzati circa 10mila funzionari e che il Governo sta lavorando per altri 1.300. Sisto ha collegato il rafforzamento dell’Ufficio per il Processo ai risultati ottenuti nell’ambito del PNRR, citando la riduzione della durata dei processi penali e civili e dell’arretrato.

È un dato che si colloca in una prospettiva diversa rispetto a quella evidenziata dal sindacato: il Governo sottolinea l’ampiezza delle stabilizzazioni già realizzate e annuncia un ulteriore intervento; la Fp Cgil chiede invece una soluzione immediata per chi, alla scadenza del 30 settembre, rischia ancora di rimanere senza lavoro.

Le due posizioni si incontrano però su un punto: la necessità di continuare a rafforzare gli organici della Giustizia.

La partita del 30 settembre

Il calendario rende particolarmente delicata la situazione.

Il 21 settembre è la giornata nazionale di mobilitazione. Il 30 settembre scade l’attuale proroga. Il futuro dei lavoratori ancora esclusi dalle stabilizzazioni dipenderà quindi dai provvedimenti che saranno adottati nelle prossime settimane.

In Puglia la questione assume una dimensione particolarmente significativa perché interessa tre distretti giudiziari e si intreccia con un processo di stabilizzazione che ha già prodotto centinaia di assunzioni previste nei bandi ministeriali.

La domanda, adesso, è cosa accadrà a chi è rimasto fuori.

Tra stabilizzazioni e nuovi precari: la sfida per la Giustizia pugliese

La vertenza dei precari PNRR rappresenta così uno degli ultimi capitoli del grande processo di rafforzamento della Giustizia avviato con i fondi europei.

Da una parte ci sono migliaia di stabilizzazioni già effettuate o programmate e l’impegno del Governo, ribadito dal viceministro Sisto, a procedere con ulteriori assunzioni.

Dall’altra ci sono lavoratrici e lavoratori che, pur avendo maturato esperienza negli uffici giudiziari, attendono ancora una risposta definitiva sul proprio futuro.

In Puglia la risposta arriverà anche dalla mobilitazione di lunedì, con il Tribunale di Taranto al centro della protesta regionale.

Il 30 settembre, intanto, si avvicina. E per chi ha lavorato negli uffici della Giustizia negli ultimi anni, quella data non rappresenta soltanto la fine di una proroga: è il6 momento in cui si dovrà capire se l’esperienza maturata con il PNRR potrà trasformarsi in un lavoro stabile oppure se una parte di queste professionalità sarà nuovamente costretta a fare i conti con il precariato.

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