POP BARI NON SARA’ RESPONSABILE CIVILE, LA PROTESTA

LA PROTESTA DEI RISPARMIATORI AZIONISTI

“Lo Stato oggi ci volta le spalle, ma lo Stato siamo anche noi e lo stesso Stato oggi è contro di noi”. Solo le parole di un gruppo di risparmiatori-azionisti della Banca popolare di Bari, in protesta davanti all’ingresso della Fiera del Levante dove si sta celebrando l’udienza del processo nei confronti degli ex vertici dell’istituto di credito. Quasi 2.700 azionisti sono costituiti parti civili e una delegazioni di loro, del Comitato indipendente azionisti, ha organizzato un sit-in con cartelli e striscioni. Alla notizia della decisione del Tribunale di estromettere la banca dal processo nel suo ruolo di responsabile civile, i risparmiatori hanno reagito protestando. “È una decisione vergognosa – dicono -. Da parte nostra c’è profonda indignazione. Trovano tutti i cavilli per non restituirci i nostri soldi”. “Giustizia negata per un cavillo – dichiara a margine dell’udienza l’avvocato Corrado Canafoglia, che insieme ai colleghi Antonio Calvani, Valentina Greco e Ennio Cerio rappresenta per l’Unione Nazionale Consumatori il collegio di difesa di 230 azionisti azzerati – . Un colpo letale per i risparmiatori. Siamo sgomenti. Dopo che era stata accolta la nostra richiesta di chiamare in causa la banca quale responsabile civile, ora, nel bel mezzo del processo, si fa un’inversione a U, affossando ogni concreta possibilità per i risparmiatori di avere, in caso di condanna degli imputati, un equo risarcimento per le gravi perdite subite. In ogni caso non molleremo e valuteremo se procedere in sede civile”.

La Banca popolare di Bari, infatti, non sarà responsabile civile nel processo nei confronti dei suoi ex vertici perché nei confronti dell’istituto di credito è stato violato il diritto di difesa in relazione alla mancata notifica di accertamenti tecnici irripetibili. Lo ha deciso il Tribunale di Bari, presidente del collegio Marco Guida, accogliendo l’eccezione sollevata dalla banca, che nel processo è già costituita come parte civile e che oggi è stata estromessa nel suo ruolo di responsabile civile. L’estromissione – secondo il provvedimento del Tribunale – non pregiudica il diritto delle parti civili (tra cui vi sono migliaia di azionisti) a chiedere un risarcimento dei danni in sede civile. Il processo è a carico di Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio rispettivamente ex presidente ed ex condirettore generale dell’istituto di credito barese, accusati di aver falsificato per anni i bilanci e i prospetti, e di aver ostacolato l’attività di vigilanza di Bankitalia e Consob.

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