PEDOFILIA, L’INTERVISTA ESCLUSIVA DI FRANCESCA FAGNANI A “DON MERCEDES” MAURO INZOLI

Con una telecamera nascosta, la giornalista di Michele Santoro riesce ad avvicinare l'ex prete per raccogliere le sue “confessioni”

Otto abusi, forse più, e un danno incalcolabile. Don Mauro Inzoli, ex capo di Comunione e Liberazione della provincia di Cremona, è rinchiuso nel carcere di Bollate – Milano: per ciò che ha commesso di imperdonabile, ai danni di otto adolescenti, tra cui un giovanissimo di 12 anni, dovrà scontare una pena di quattro anni e sette mesi.

Con un provvedimento forte, preso il 20 maggio dello scorso anno, papa Bergoglio aveva dimesso don Mauro Inzoli dallo stato clericale. Un provvedimento tanto grave quanto clamoroso, che smentisce la reticenza della Chiesa cattolica nel denunciare i casi di abusi sessuali. La linea adottata da Francesco è invece quella della tolleranza zero sugli episodi analoghi. Chi sbaglia paga. Deve riparare; con la preghiera, e non soltanto…

Il PROCESSO

Per il sacerdote, soprannominato don Mercedes (gli piacciono le auto di lusso), il Tribunale di Cremona aveva chiesto 6 anni di reclusione, in considerazione dello sconto di pena per il rito abbreviato e per il risarcimento di cui le vittime hanno beneficiato – 25mila euro a ciascun ragazzo. Con il risarcimento le parti civili si sono ritirate. Condannato in primo grado, il prete, che presiedeva associazioni per minori in affido, aveva ottenuto un alleggerimento della pena (due mesi) dalla Corte d’appello di Brescia.

I reati contestati, ovvero accertati, si riferiscono al periodo compreso tra il 2004 e il 2008. Ma gli episodi, non perseguibili perché prescritti, sarebbero cominciati negli anni Novanta. In seguito alla sentenza della Corte di Cassazione, giunta un mese fa, don Inzoli si è rassegnato consegnandosi spontaneamente alla giustizia umana.

L’INTERVISTA

“Ci sono molti sacerdoti che sono stati travolti da queste ‘vicende’. E io prego per tutti”.

Ammettendo le sue responsabilità (“educative soprattutto”), ecco cosa aveva detto don Mauro Inzoli alla giornalista Francesca Fagnani, che lo aveva avvicinato con telecamera nascosta per il sito di Michele Santoro

(Paolo Arrivo)

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