Attivazione del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto “entro il primo trimestre del 2028”. L’ipotesi è contenuta nella relazione tecnica illustrata oggi nella seduta congiunta delle commissioni consiliare, bilancio e sanità (presiedute da Ubaldo Pagano e Felice Spaccavento) convocata per approfondire lo stato dell’arte del nuovo ospedale ‘San Cataldo’ e la futura destinazione dell’ospedale ‘SS. Annunziata’ di Taranto. Le audizioni richieste dai consiglieri Renato Perrini e Antonio Paolo Scalera hanno interessato l’assessore alla Salute Donato Pentassuglia. Il direttore generale dell’Asl di Taranto Gregorio Colacicco e il dirigente dell’area Gestione Tecnica Paolo Moschettini. Colacicco e Moschettini hanno depositato la relazione inerente il cronoprogramma del nuovo ospedale e riferito che “i lavori del contratto principale sono stati terminati e si è già provveduto al collaudo statico. Inoltre, per ciò che attiene le attrezzature, i macchinari e gli arredi sono stati banditi, così come previsto dal Codice degli Appalti, cinquanta procedure di gare, molte delle quali già ultimate, mentre sono in corso i collaudi sugli impianti tecnologici che verranno completati entro un anno”.
Nella relazione tecnica si ipotizza, quindi, che la struttura sarà pronta entro il secondo semestre del 2027. “Io mi auguro, quindi, – ha detto Pentassuglia – che nel primo trimestre 2028 possa avvenire il trasferimento puntuale dell’ospedale Ss. Annunziata, del Moscati e dell’ospedale di Grottaglie. Anche l’ospedale Moscati deve andare in quella struttura”. “Siamo davanti all’ennesimo rinvio di un’opera – ha rimarcato il consigliere regionale Giampaolo Vietri (FdI) – che puntualmente diventa ‘imminente’ in ogni campagna elettorale, per poi allontanarsi appena i riflettori si spengono. I cronoprogrammi cambiano, le date slittano, e nel frattempo una città intera continua ad aspettare”.
PERRINI CHIEDE CHIAREZZA
“La verità viene sempre a galla, anche se servono anni. Nel 2016 avevo già previsto che per la costruzione del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto sarebbero occorsi almeno dieci anni: oggi, i fatti mi danno ragione. La previsione di vedere il primo paziente a marzo 2028 conferma che la mia non era sfiducia, ma sano realismo di fronte a una gestione che, sin dall’inizio, ha peccato di visione. Chiediamo risposte concrete e cronoprogrammi certi: i cittadini tarantini hanno già aspettato troppo”. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio regionale, Renato Perrini (FdI) a margine della commissione di oggi sul nuovo polo ospedaliero S.Cataldo di Taranto. “Mantenere l’attuale struttura del San Cataldo, a causa della totale assenza di programmazione iniziale, comporta oggi – spiega – una previsione economica che oscilla tra i 70 e gli 80 milioni di euro all’anno solo tra personale e manutenzione della struttura. Una voragine per le casse pubbliche derivante da una politica che in tutti questi anni ha preferito i tagli di nastri e le passerelle alla pianificazione strategica. Ad oggi, infatti, manca ancora una seria pianificazione del personale così come sul fronte logistico”. “Il nuovo San Cataldo non può essere in alcun modo il pretesto per smantellare la rete sanitaria del territorio. Gli ospedali di Castellaneta, Manduria e Martina Franca sono presidi di frontiera che andranno ad integrarsi con il nuovo hub ospedaliero, pertanto non devono essere toccati, anzi vanno difesi e rafforzati”. In Commissione è stata “accolta la richiesta” di Perrini “di istituire un tavolo sul San Cataldo che coinvolga tutti i sindaci della provincia. Quello di Taranto deve essere l’ospedale di tutto il territorio ionico”.