“ECCO COSA E’ ACCADUTO A PICERNO”: LETTERA DEI GIOCATORI DEL TARANTO

"Inaudito quanto è successo" scrivono

Dopo i fatti di Picerno e l’aggressione ai danni di tre calciatori rossoblù, i giocatori del Taranto hanno scritto una lettera aperta per descrivere la loro versione dei fatti. Ecco il testo integrale:

In merito a quanto accaduto giovedì 18/04/2019 allo stadio ‘Curcio’ di Picerno, noi giocatori del Taranto vogliamo riportare e chiarire quanto avvenuto nell’intervallo ed a fine partita.
Nessuno di noi vuole trarre un vantaggio sportivo da questa incresciosa situazione, ma quanto accaduto non può passare come una cosa normale, così come può sembrare dalla sentenza di primo grado.
Il nostro intento è’ quello di evitare che si crei un pericoloso precedente e che si possano ripetere in futuro fatti del genere, portando qualcuno a pensare che si possa trarre un vantaggio da condotte assolutamente antisportive.
Ciò’ che e’ avvenuto e’ assolutamente inaccettabile così come il comportamento della stessa società Az Picerno e dei suoi dirigenti che dopo la partita, con un comunicato ed interviste varie, hanno  cercato di far passare noi giocatori del Taranto come teppisti o picchiatori, affermando che tutta la situazione era iniziata per un’aggressione di Antonio Croce ai danni di D’Alessandro, giocatore del Picerno con la maglia numero 7 che, com’è possibile vedere  dalle immagini, si trovava ancora nel recinto di gioco al momento del parapiglia.
Il calciatore Antonio Croce e’ stato squalificato per una cosa assurda: aver cercato di difendere se stesso ed i compagni di squadra da un’aggressione!!
Inoltre, ci chiediamo come sia possibile che per mantenere ordine tra giocatore dirigenti e staff tecnico di una partita di calcio, ci siano delle persone che di mestiere fanno i buttafuori perdipiù armati di ‘tirapugni’ in ferro.
Inoltre a fine partita, la tifoseria che dalla stessa società viene definita come cordiale ed ospitale, al momento di salire sul pullman ci ha accolto con insulti, sputi e lancio di oggetti vari. Noi a Taranto abbiamo sempre fatto della cultura dell’accoglienza il nostro cavallo di battaglia.
E’ una cosa inaudita che al giorno d’oggi, dove si chiede a noi calciatori  di stigmatizzare ed evitare ogni forma di violenza, dove ci viene chiesto di dare sempre l’esempio, accadano cose come quelle che, nostro malgrado, abbiamo dovuto subire.
Chiudiamo ringraziando tutte le persone (tifosi, calciatori, AIC, dirigenti, giornalisti, addetti ai lavori, amici e parenti) che ci hanno fatto sentire la loro vicinanza ed hanno espresso il loro disprezzo per questa brutta pagina di sport.

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