E’ MORTO IL BAMBINO USTIONATO A MONACIZZO

ENTRATO IN CONA, NON SI E' MAI RISVEGLIATO IN 53 GIORNI DI DEGENZA

È morto nel Policlinico di Bari il bambino di dieci mesi rimasto gravemente ustionato lo scorso novembre nella sua abitazione di Monacizzo, frazione di Torricella, nel Tarantino. Il piccolo era ricoverato da 53 giorni in rianimazione, dopo essere stato trasferito d’urgenza dall’ospedale di Manduria in seguito a un grave incidente domestico.

Le ustioni, di secondo e terzo grado, avevano interessato gran parte del corpo e le condizioni cliniche erano apparse sin da subito estremamente critiche. Nonostante le cure intensive, il bambino è rimasto in coma fino al decesso.

Dopo la morte, la Procura della Repubblica di Taranto ha disposto il sequestro della salma, trasferita all’obitorio del Policlinico. Il pubblico ministero Salvatore Colella dovrà ora valutare se disporre l’autopsia per chiarire le cause del decesso.

La madre del bambino, assistita dall’avvocato Nicola Marseglia, risulta indagata come atto dovuto. L’ipotesi di reato, inizialmente formulata per lesioni personali colpose gravi, potrebbe ora essere riqualificata. Le indagini sono affidate al commissariato di Manduria.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’incidente si sarebbe verificato in pochi istanti all’interno dell’abitazione. Dell’acqua bollente, proveniente da un bollitore elettrico, sarebbe caduta addosso al piccolo mentre si trovava nel girello. Trasportato inizialmente al pronto soccorso di Manduria, il bambino era stato poi trasferito a Bari, dove è rimasto ricoverato fino alla morte.

Alla notizia del decesso si sarebbero registrati momenti di forte tensione all’interno del reparto, con l’intervento delle forze dell’ordine.

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