ASL, UN CORSO DI MEDICINA DI GENERE

SI E' SVOLTO PRESSO IL PADIGLIONE VINCI

Sabato scorso, presso l’Auditorium del Padiglione Vinci, si è svolto un corso di formazione organizzato grazie alla collaborazione tra il Comitato Unico di Garanzia CUG e l’ufficio Formazione della ASL Taranto, la direzione medica del presidio ospedaliero SS. Annunziata, l’Associazione Italiana Donne Medico (AIDM) e la Marina Militare. Il corso, dal titolo “Medicina di genere in Asl Taranto, motore di cultura inclusiva” e rivolto a 75 operatori delle professioni sanitarie, ha visto la preziosa partecipazione della professoressa Anna Maria Moretti, presidente del gruppo italiano Salute e genere e da poco prima italiana a ricoprire la carica di presidente della Società internazionale della Medicina di genere.

In medicina, nella sperimentazione farmacologica e nella ricerca scientifica, il tema delle differenze di genere è storia recentissima. La medicina, fin dalle sue origini, ha avuto un’impostazione androcentrica relegando gli interessi per la salute femminile ai soli aspetti specifici correlati alla riproduzione: sintomi, prognosi e efficacia dei trattamenti sono stati studiati principalmente sul modello maschile predominante, senza considerare le specificità delle donne. La medicina di genere è definita dall’Organizzazione mondiale della sanità come lo studio dell’influenza delle differenze biologiche, definite dal sesso, e socio-economiche e culturali, definite dal genere, sullo stato di salute e di malattia di ogni persona. Una crescente mole di dati epidemiologici, clinici e sperimentali indica l’esistenza di differenze rilevanti nell’insorgenza, nella progressione e nelle manifestazioni cliniche delle malattie comuni a uomini e donne, nella risposta e negli eventi avversi associati ai trattamenti terapeutici, nonché negli stili di vita e nella risposta ai nutrienti. Anche l’accesso alle cure presenta rilevanti diseguaglianze legate al genere.

Alla luce di questi studi, ASL Taranto ha voluto organizzare una giornata formativa per sensibilizzare e formare sui diversi punti di vista le relazioni fra salute, medicina e genere, alimentando l’attenzione sulle differenze di genere e promuovendo una maggiore conoscenza negli operatori verso l’obiettivo dell’adeguatezza delle cure e della personalizzazione dell’intervento. Responsabili scientifiche del corso, Maria Teresa Coppola del CUG Asl Taranto, Maria Giuseppina Maluccio della direzione medica del SS. Annunziata e Silvia Ruggiero dell’ufficio Formazione. I professionisti sanitari della Asl Taranto e della Marina Militare hanno relazionato, ognuno per le proprie specialità e competenze, sulle differenze di genere, sin dall’età pediatrica e con focus, tra le altre, sulle malattie respiratorie, la riabilitazione, i disturbi dell’alimentazione, il diabete, le malattie cardiologiche, la violenza. La medicina di genere non rappresenta una branca a sé stante dell’area medica ma una dimensione interdisciplinare che, come tale, deve pervadere tutte le branche del sapere medico al fine di studiare l’influenza del sesso e del genere su come si sviluppano le patologie, quali sono i sintomi, come si fa prevenzione, diagnosi e terapia negli uomini e nelle donne.

“Questo corso sulla medicina di genere è stata una occasione preziosa non solo per i nostri professionisti sanitari che, di rimbalzo, porterà dei benefici anche per i pazienti – ha affermato il direttore generale ASL Taranto Vito Gregorio Colacicco – Un approccio di genere nella pratica clinica, infatti, consente di promuovere l’appropriatezza e la personalizzazione delle cure, generando un circolo virtuoso nelle cure e con conseguenti risparmi per il Servizio sanitario nazionale.”

Secondo una visione globale del concetto di salute, l’erogazione di cure appropriate presuppone la “centralità del paziente” e la “personalizzazione delle terapie” considerando, nella valutazione delle patologie e nella loro gestione, oltre al sesso biologico anche parametri quali identità di genere, età, etnia, livello culturale, confessione religiosa, orientamento sessuale, condizioni sociali ed economiche. L’Italia è all’avanguardia nel mondo nella legislazione in questo campo: siamo infatti l’unica nazione ad avere una legge specifica, la legge n.3 del 2018. Il 13 giugno 2019 è stato firmato dal Ministro della Salute il decreto con cui viene adottato il Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere. Il nostro Paese, coerentemente con l’obiettivo specifico dell’agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile di raggiungimento dell’uguaglianza di genere di tutte le donne e le ragazze, individua la parità di genere come una delle priorità trasversali perseguite in tutte le missioni che compongono Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). La Puglia in particolare è stata tra le prime Regioni a considerare l’equità di genere una priorità della propria azione amministrativa: nel settembre 2021 è stato istituito il Tavolo tecnico regionale “Applicazione e diffusione della Medicina di Genere”, nonché approvata l’Agenda di genere, quale documento di programmazione strategica per combattere le disparità di genere.

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