AFO 2, PROROGA DELLA FACOLTA’ D’USO

Decisa dal giudice Todisco per i lavori di messa a norma

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Il giudice del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, direttore della seconda sezione penale, ha concesso oggi a Ilva in amministrazione straordinaria – proprietaria dello stabilimento siderurgico di Taranto dato in fitto ad ArcelorMittal – la proroga della facoltà d’uso dell’altoforno 2. La proroga è stata concessa per consentire a Ilva di portare avanti gli ulteriori lavori di messa a norma dell’impianto, già oggetto di sequestro nel giugno 2015 dopo un incidente mortale. E la prescrizione in questione è quella che risale agli sviluppi giudiziari di questo incidente mortale.

Gli interventi relativi alla proroga sono tre: i sistemi per il caricamento della massa a tappare, dove la data di consegna prevista slitterebbe dal 24 agosto prossimo al 28 ottobre 2020; le nuove macchine a forare, equipaggiate con sistemi per il caricamento automatico, la cui operatività passa dal 18 gennaio 2021 al 6 marzo 2021; infine, i sistemi di campionamento automatico della ghisa, che non saranno più pronti il 25 settembre prossimo ma il 20 novembre prossimo.
I tre interventi miglioreranno la sicurezza dell’altoforno 2, uno dei tre operativi nello stabilimento anche se da marzo scorso fermato da ArcelorMittal per il brusco calo della domanda di mercato dell’acciaio a seguito del Coronavirus. I tre rinvii temporali sono determinati dal fermo cantieri causa Covid 19. La proroga della facoltà d’uso, scrive il giudice Todisco, è infatti “condizionata all’adempimento della residua e ultima prescrizione” secondo le tempistiche indicate. Il 21 luglio scorso, a fronte dell’istanza di proroga presentata dagli avvocati di Ilva in amministrazione straordinaria, il pm Daniela Putignano aveva espresso parere favorevole osservando che “gli effetti della pandemia da Covid 19 appaiono integrare una causa di forza maggiore già presa in considerazione quale possibile causa di slittamento dal Tribunale del Riesame nel provvedimento in data 30.12.2019 e che le dilazioni richieste per il completamento del processo di automazione del campo di colata appaiono ragionevolmente contenute”. L’istanza presentata al Tribunale penale dagli avvocati Angelo Loreto e Filippo Dinacci per conto dell’Ilva (32 pagine) verteva su una doppia richiesta: proroga del termine attuativo dell’ultima prescrizione prevista dall’ordinanza del 7 gennaio scorso del Tribunale del Riesame di Taranto e “contestuale proroga di concessione della facoltà d’uso dell’impianto sottoposto a sequestro preventivo penale nelle more dell’esecuzione della prescrizione”. Il provvedimento del Riesame, hanno scritto i legali, “risulta allo stato inesigibile e impossibile, per cause di forza maggiore oggettivamente insuperabili, pacificamente riconducibili agli effetti della pandemia da Covid 19”. Era stato infatti il Riesame di Taranto, lo scorso gennaio, a salvare dallo stop causa sequestro, l’altoforno 2. I giudici dell’Appello accolsero infatti il ricorso dell’Ilva. Analogo pronunciamento ci fu anche a settembre 2019.(AGI)

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