SISTEMA MODA ITALIA, NASCE IL COMITATO EDUCATION: LA PUGLIA RAPPRESENTATA DA TOMA

Il nuovo organismo, presieduto da Paolo Bastianello, intende fronteggiare l’emergenza della formazione professionale dei giovani, per rilanciare la manifattura italiana in Europa e nel mondo

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A Milano Unica, la più importante fiera internazionale del tessile di qualità, si è riunito per la prima volta il nuovo Comitato Education di SMI.

Si tratta di una nuova iniziativa di Sistema Moda Italia, voluta dal suo Presidente Marino Vago, con la quale l’associazione nazionale che riunisce tutta l’industria italiana del settore vuole riaccendere l’attenzione di tutti sul tema della formazione dei giovani alle professioni tipiche ed insostituibili per le produzioni del tessile e dell’abbigliamento.

Il Comitato Education di SMI è presieduto da Paolo Bastianello e riunisce i rappresentanti di tutti i principali distretti produttivi del settore, tra cui Bergamo, Biella, Como, Prato, Reggio Emilia, Varese, fino al Veneto, l’Umbria, la Campania, la Puglia. In effetti, pur variamente declinati a seconda della vocazione produttiva locale, i nodi fondamentali relativi alla formazione tecnica e professionale per la moda sono comuni a tutto il territorio nazionale e devono essere opportunamente affrontati al tavolo dell’associazione nazionale, mettendo a frutto ogni possibile sinergia, concentrando le risorse disponibili e valorizzando su scala nazionale le migliori esperienze che già sono presenti nei singoli distretti.

All’incontro ha partecipato, come componente effettivo, Salvatore Toma, presidente del settore moda in Confindustria Puglia e in Confindustria Taranto.

Toma ha ringraziato il presidente di Sistema Moda Italia, Marino Vago, ed il Comitato Education, nella persona del presidente Paolo Bastianello, per la opportunità di rappresentare la Puglia e per il coinvolgimento in un progetto ambizioso, che avrà una importante ricaduta sulle generazioni future.

L’iniziativa si inquadra nell’ambito delle politiche dell’Area Education di Confindustria, guidata da Gianni Brugnoli, che da imprenditore tessile sta seguendo di persona l’iniziativa.

C’è una emergenza da affrontare: i dati ci dicono che nei prossimi anni, solo per effetto del normale turn over, il settore tessile abbigliamento assumerà quasi 50.000 nuovi addetti, soprattutto in ruoli qualificati, con significative percentuali di laureati e diplomati. Ma nelle scuole tecniche e professionali gli iscritti ai corsi dedicati alle professioni del settore sono largamente insufficienti per coprire la domanda delle imprese.

Ecco dunque le priorità di intervento su cui il Comitato Education di SMi ha cominciato a lavorare:

  • la valorizzazione dell’immagine delle professioni tecniche dell’industria della moda presso i giovani e le famiglie;

  • l’orientamento scolastico;

  • l’alternanza scuola – lavoro;

  • l’istruzione tecnica e professionale;

  • l’incremento dei corsi ITS (Istruzione tecnica superiore);

  • l’aggiornamento dei docenti e dei programmi.

Per Marino Vago, presidente di SMI, “finalmente tutta l’industria tessile abbigliamento italiana con le proprie associazioni di rappresentanza, sotto la guida e con il coordinamento di SMI, affronta con determinazione e su scala nazionale l’emergenza della formazione professionale dei giovani di cui le nostre imprese hanno un enorme bisogno, sia in termini di quantità, ma soprattutto come linfa vitale per agganciare la manifattura italiana al futuro dell’industria europea e mondiale”.

Secondo il presidente del Comitato Paolo Bastianello “non si tratta di partire da zero. Buone pratiche e molte iniziative ed esperienze positive in questi anni sono già state fatte. Dobbiamo tuttavia metterle a fattor comune e moltiplicare gli sforzi e le risorse dedicate, perché il settore tessile abbigliamento moda, fulcro del made in Italy che tutto il mondo ci invidia, merita di essere giustamente valorizzato presso i nostri giovani, che nelle nostre imprese possono certamente trovare grandi soddisfazioni personali e professionali”.

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