ANNA TIFU, IL FASCINO DEL VIRTUOSISMO (2 VIDEO)

Applausi ed entusiasmo per il concerto della violinista e del Maestro Piovano al Teatro Orfeo per gli "Eventi Musicali" dell'Orchestra Magna Grecia

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di FRANCESCA LEO

“Il fascino del virtuosismo”, nulla di più vero.

Anna Tifu, prodigiosa violinista, è stata la protagonista dell’appuntamento di ieri della stagione “Eventi Musicali” dell’Orchestra della Magna Grecia, accompagnata dal Maestro Luigi Piovano. Eleganza, musica, perfezione: elementi che si sono mescolati donando al pubblico un concerto di alti livelli, difficile da dimenticare.

Ascoltiamo il Maestro Luigi Piovano.

La “Poème po.25 per violino e orchestra” di Ernest Chausson è stato il brano di apertura; “pezzo poco battuto, a torto, nelle sale concertistiche” come ha affermato lo stesso Piovano, descrivendolo come una poème d’amore raccontato a tinte fosche, ma che avrà lo stesso un lieto fine, come tutte le grandi storie d’amore (ispirato alla novella di Turgenev “Il canto dell’amor trionfante”). Ed è proprio questa la sensazione percepita, sopra note quasi melanconiche, sembrava di ritrovarsi in un film anni ’30 in bianco e nero, con un dolce finale da grande schermo, come se fosse il bacio del film “Casablanca”.

La seconda parte della serata ha portato più colore e voglia di immaginazione, con la “Carmen Fantasy op.25 per violino e orchestra” di Pablo de Sarasate, noto per essere uno dei brani più difficili per violino. La bravura della Tifu è ancora una volta evidenziata dalla complessità tecnica d’esecuzione; suoni puliti e lineari, nessuna traccia di sbavatura, neanche per il pezzo, ormai famoso, dell’Habanero di Bizet, il quale viene rivisitato dalla violinista in maniera esemplare, lasciando il pubblico a bocca aperta e con tanta forza nelle mani per un lunghissimo applauso. Applauso interrotto solo dopo, dall’entrata in scena del maestro Piovano con il suo violoncello, il quale “non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di suonare insieme alla Tifu”. In onore delle origini rumene della violinista il maestro ha voluto portare in auge una rivisitazione delle danze rumene di Bartock. Superfluo aggiungere che i due suoni si fondevano egregiamente tra di loro oltre che con la magnifica orchestra, precisa, briosa e pulita nell’esecuzione.

Nulla è lasciato al caso: due grandi musicisti non potevano che suonare strumenti di grande valore. La Tifu infatti, suona il rarissimo violino Antonio Stradivari “Maréchal Berthier” del 1716 ex Napoleone della Fondazione Canale di Milano, il Maestro Piovano suona un Alessandro Gagliano del 1710.

Infine, l’ascolto delle Danze Ungheresi vol.2 di Brahms, eseguite dall’Orchestra della Magna Grecia, hanno chiuso la serata sul ritmo e note zigane, pregne di virtuosismo. Il pubblico ha accolto con calore la violinista Anna Tifu, che aveva dovuto saltare il concerto in programma lo scorso anno per un problema di salute, e lei certamente non ha deluso le aspetattive mostrando, anche ad un orecchio inesperto, quanta passione infonde nella sua musica.

Video interviste di Alessandra Macchitella e Leo Spalluto

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